Giuseppe Pontiggia docente

locandina pontiggia 1Leggere, imparare, scrivere. L’omaggio al grande scrittore a Milano, prewsso il Teatro Verdi, lunedi 9 febbraio 2015.

Giuseppe Pontiggia (Como 1934-Milano 2003) è stato non solo uno dei maggiori scrittori e critici italiani, ma anche un docente generoso, e attento come pochi, sia alle scuole serali fino al 1978, sia ai corsi di scrittura, che si cominciarono a tenere poco dopo al Teatro Verdi, quindi alla Università Bocconi e, via via, in altre sedi di Milano, quali ad esempio il CMC (Centro Culturale di Milano). Questa importante e pionieristica attività di insegnamento, destinata a manager, aspiranti scrittori, persone semplicemente interessate ad imparare a produrre testi scritti efficaci, fu da Pontiggia svolta anche in varie città della nostra penisola.

La mostra, che si naugura il 9 febbraio 2015 dalle ore 18.30, al Teatro Verdi, rende conto proprio di quest’ultimo aspetto della sua operosità di uomo e di intellettuale, che, attraverso l’insegnamento, tanto ha fatto per la diffusione della letteratura e l’arricchimento della cultura italiana. In tal modo contribuisce a far conoscere meglio non solo la biografia di Pontiggia, illuminandone incontri umani, momenti e particolari in genere più in ombra, ma anche a far entrare nell’officina quotidiana dell’Autore, a metterne in risalto le sfaccettate modalità del lavoro letterario, che riservano scoperte sorprendenti Continua a leggere

Le mostre di Olio Officina Food Festival

erotic oil mariniNon una, ma ben tre mostre all’interno dei tre giorni della manifestazione ideata e condotta da Luigi Caricato. In un continuo rimando al tema “L’olio alimenta l’eros”, nei chiostri e nelle sale si susseguono le mostre di Olio Officina Food Festival: “Erotic Oil” – dieci vignette umoristiche di Valerio Marini – le performance di Body Art di Stefany Savino, “Eros nel chiostro” – inoltre, è anche una raccolta, curata da Nicola Dal Falco, di grandi xilografie di quattordici artisti che interpretano il rapporto tra eros e olio. 

 

Arte da Mangiare – “Che cos’è un’oliera per un artista

Gli artisti dell’associazione Arte da Mangiare, coordinati da Ornella Piluso, in arte topylabrys, si sono confrontati sul tema “Che cos’è un’oliera per un artista?”.

Ciascun artista lo ha fatto attraverso la propria poetica e sensibilità, in linea con la

sperimentazione artistica che l’associazione porta avanti da ben vent’anni, nell’indagare il mondo dell’alimentazione attraverso il linguaggio dell’arte, utilizzando il “cibo come materia d’arte”.

Ciò che il pubblico di Olio Officina Food Festival ha modo di rac-cogliere è una mostra che indaga i vari aspetti dell’oliera nelle diverse sfaccettature: sacralità, tradizione, forma, sinuosità, spiritualità, nobiltà e magia.

Fra gli artisti presenti con installazioni d’arte: Elisabetta Bosisio, Jutka Csakanyi, Isa Di Battista, Fernanda Fedi, Adelisa Giacconi Lavi, Vito Giacummo, Ding Li, Franca Milasi La Rosa, Ramona Pallazzoli, Marco Pedroni, Lucio Perna, Daniela Rancati, Geremia Renzi e Lucia Rosano, Maria Cristina Tebaldi, Micaela Tornaghi.

 

Eros nel chiostro

Una grande mostra di xilografie, a cura di Nicola Dal Falco. Grande anche nelle dimensione delle opere che, obbligatoriamente, non possono essere inferiori a un metro di larghezza per due metri di altezza.

La sfida è stata raccolta da quindici artisti che occuperanno con le grandi xilografie due dei lati del chiostro del Palazzo delle Stelline, rinnovando l’incontro tra il mondo agricolo dell’olio e l’arte dell’incisione.

Il tema della mostra: l’olio e l’eros. Due aspetti che comunicano attraverso il corto circuito che si instaura tra il tatto e la pelle. L’olio attiva l’eros che a sua volta spinge al contatto, scioglie le difese, accende il desiderio. Un eros che non va circoscritto, ma inteso nel suo significato più ampio di energia travolgente, capace di trasformare qualsiasi cosa in qualcos’altro. Lo stesso compito richiesto all’arte. Alla mostra Eros nel chiostro, esporranno una xilografia di grandi dimensioni gli artisti Vitaliano Angelini, Adalberto Borioli, Elisabetta Casella, Nino Crociani, Paolo Dolzan, Piermario Dorigatti, Gaia Gianardi, Paolo Facchinelli, Mirella Marini, Marco Mucha, Mariachiara Pozzo, Luciano Ragozzino, Riccardo Resta, Alessandro Savelli, Pierantonio Verga.

 

Erotic Oil

Il protagonista della scena è Valerio Marini. Con lui dieci vignette per raccontare l’olio attraverso il tema propulsivo dell’eros senza trascurare l’humour.

 

 

 

Olio a tutto eros

cartolina olio officina 2015
C’è attesa per la quarta edizione di Olio Officina Food Festival 2015, in programma a Milano dal 22 al 24 gennaio. Il tema, filo conduttore del primo grande happening dedicato ai condimenti per il palato e per la mente, è proprio il desiderio e la passione

Tutto cambia, e nemmeno l’olio è più lo stesso. Pensavamo di avere a che fare con un prodotto chiuso nella sua immobilità, ancorato alla tradizione, e invece c’è tutto un movimento di pensiero che cerca di immaginare e dare corpo a qualcosa di diverso, pensando a un olio del futuro, aperto alle sperimentazioni.
La posta in gioco è alta. E’ possibile che un condimento/ingrediente elevato al rango di functional food, e in certi casi definito pure un nutraceutico, possa legittimamanete aspirare a qualcosa di diverso, rispetto ai suoi oltre sei mila anni di storia?
Con Olio Officina Food Festival pare proprio di sì. E’ una quarta edizione che si annuncia molto insolita, il prossimo anno, in coincidenza con Expo 2015. A Milano, sempre al Palazzo delle Stelline, dal 22 al 24 gennaio il grande happening dedicato ai condimenti per il palato e per la mente, ideato e diretto da Luigi Caricato.
Dopo il successo delle precedenti edizioni, con il dichiarato obiettivo di far mutare la consueta visione dell’olio sta prendendo sempre più forza, raggiungendo un pubblico nuovo e curioso la manifestazione ideata dall’oleologo e scrittore Luigi Caricato. Così, dopo aver affrontato il tema dei nuovi linguaggi dell’olio (2012), il lato femminile dell’olio (2013) e l’anima sociale dell’olio (2014), e dopo aver teorizzato il concetto di “olio democratico” e di “olio quale bene comune condiviso”, per gennaio è la volta di un tema insolito, ma non per questo privo di legami con la storia: il lato erotico dell’olio (2015), a testimonianza di come un prodotto antico ma sempre contemporaneo vada vissuto e considerato al di là del proprio ambito, segnatamente circoscritto alla sfera alimentare, entrando così in una prospettiva più ampia, e coinvolgendo tutti i possibili linguaggi e ogni possibile interlocutore. L’olio, che sul piano strettamente gastronomico si rivela un ottimo veicolatore di sapori, allo stesso modo veicola, sotto molteplici aspetti, anche il piacere erotico. I sapori di un alimento vengono amplificati quando si ricorre all’olio, ma non soltanto l’olio da olive, quest’ultimo esercita un’azione maggiore perché ha sapori e profumi più marcati, ma qualsiasi grasso svolge tale compito. E così, anche quando utilizzato per nutrire la pelle, spalmato sul corpo, l’olio ne permette il passaggio degli umori verso l’esterno. Tali segnali, trasmessi dalla sostanze feroromoniche, facilitati dal ricorso all’olio, così come avveniva in passato, agevolano di fatto l’attrazione.
“Al grande evento Olio Officina Food Festival – ribadisce il direttore della manifestazione Luigi Caricato – a entrare in scena in questi anni è stato tutto un mondo di figure nuove e alternative, che si sono confrontate in piena libertà elementi cardine come l’olio, l’olivo, il paesaggio, l’economia, l’arte, la letteratura, la musica, la medicina, l’architettura, l’antropologia e perfino la filosofia, creando così un forte scossone, un vero scompaginamento della realtà, senza riscontri analoghi nel passato. E’ una rivoluzione nei linguaggi, al punto tale da arrivare a rimettere in discussione l’idea stessa di olio da olive quale ciascuno di noi si è fatta, o immaginata, finora. Tale sincretismo di linguaggi e di stili, sta portando con sé un rinnovamento del settore, spingendolo a una rilettura dell’alimento olio extra vergine di oliva, riattualizzandone di conseguenza anche la sua stessa immagine e natura. Andando oltre la pura condizione di merce, nel tentativo di superare dignitosamente la perversa e poco nobile logica di prodotto commodity, l’olio da olive diventa un indicatore culturale, come lo era secoli fa, dal quale non si può in alcun modo prescindere”.

#olioalimentaeros