Daniela Matronola: La porta chiusa

matronola 1Un racconto di Daniela Matronola

Tra ordine e spensieratezza si respira.
Tra volontà e abbandono si respira.
Tra il quaderno e i compiti si respira. (…)
Tra amore e rigore si respira più forte …
(Edoardo Albinati, La comunione dei beni)

Mia madre dice che il babbo mi ha spiato mentre venivo fuori dal buco, e non è neppure svenuto. Solo si è rifiutato di toccarmi. Ero tutto sporco di sangue e placenta, e frignavo per il freddo. Così mi hanno lavato. Poi mi hanno rimesso sulla pancia della mamma, ma tanto ormai ero tagliato fuori.
Pare un ragno,
dice la mamma che ha detto il babbo quando mi ha rivisto poggiato sul pallone sgonfio, ben pulito e grinzoso col naso e gli occhi arricciati come Mister Magoo (questa di Mister Magoo me l’ha raccontata il babbo un giorno ch’era in vena di smancerìe). E non è svenuto neppure stavolta Continua a leggere

Daniela Matronola: A Door To Unlock

matronolaA short story self translated by the author, Daniela Matronola

Between order and thoughtlessness do we breath
Between will and abandonment do we breath
Between the notebook and the homework do we breath
Between love and rigour do we more intensely breath
(Edoardo Albinati, In community of property / La comunione dei beni)

Mom says dad stood there watching me when I came out of the hole, yet he did not faint. He just refused to touch me. I was still filthy with blood and placenta, and whining from the cold. So they washed me up. Then they put me down back onto mom’s belly, although I was definitely cut out.
– …looks like a spider,
Mom says dad said when he saw me lying on her big unpuffed ball: I looked clean and wrinkled with nose and eyes curled up like Mister Magoo (the reference to Mister Magoo did dad tell me about on a day he was in a mood for sweet nothings). Yet again he fainted not Continua a leggere

Vespe e cannoni (Cronaca di una battaglia). Guêpes et canons (Chronique d’une bataille)

paolo-codazziUn racconto di PAOLO CODAZZI, sia nella versione in lingua, sia nella traduzione in francese.

VESPE E CANNONI. Cronaca di una battaglia

L’imprudente vespa che per ragioni imprevedibili, secondo un consolidato concetto di prevedibilità, e contro ogni principio dell’istinto di conservazione, certamente riferibile anche agli insetti, si immischiò nella virulenta brutalità della battaglia, isolata dallo sciame da un impertinente e inatteso refolo di vento, non avrebbe comunque mai avvampata una reazione progressiva e irreversibile di tali proporzioni se l’artigliere francese, intento nel posizionamento del suo obice, non l’avesse intimorita tentando di allontanarla con un movimento impaziente della mano. La vespa più spaventata che offesa, disorientata dal gesto improvviso dell’uomo, che agitò un vortice di pericolo intorno ad essa, si abbandonò all’aria andando a sbattere contro l’artigliere: proprio poco sotto la palpebra dell’occhio destro che tolse, non solo per quell’attimo, la vista al militare mentre stava sparando il distruttivo proiettile contro il nemico prussiano Continua a leggere

Lettera al Presidente delle Ferrovie. Lettre au President des chemins de fer

Paolo CodazziUn racconto di PAOLO CODAZZI, sia nella versione in lingua, sia nella traduzione in francese.

LETTERA AL PRESIDENTE DELLE FERROVIE

Caro Presidente, mi conceda il tono affettuoso e confidenziale conoscendo che pure lei è originario della terra dove sono nato, e dove ancora vivo, nel paese dimenticato da Dio e dagli uomini di Rocciamalumba. Nonostante tutte queste dimenticanze, e forse per un errore o una necessità di tracciato, al tempo della costruzione della ferrovia che unisce il nostro bel capoluogo di regione con la città dove lei è nato, fu inopinatamente prevista una stazione a pochi chilometri da Rocciamalumba che avrebbe collegato alla ferrovia non solo il mio paese ma anche l’altro, Vicoperduto, distante circa cinque chilometri. Il progetto, uno dei primi del nuovo Stato Unitario, fu considerato ambizioso per l’impervio territorio interessato ma, nonostante la temerarietà dell’iniziativa, realizzato al termine nei dieci anni previsti e con risultati complessivi che ai nostri tempi non sono davvero credibili. Quindi, nonostante tutto, abbiamo una stazione ferroviaria (e un capostazione a mezzoservizio con l’altra stazione di Rio Asciutto), dove però soltanto due, tre convogli al giorno sostano per i pochi abitanti che utilizzano il treno, preferendo, gli altri, la comodità dell’auto o del servizio di corriera molto più frequente sia per recarsi nel capoluogo sia per altre città della regione. Nessun altro passeggero osa scendere nella nostra stazione Continua a leggere

Il cielo che prima non c’era. Un racconto di Alessandro Tamburini

tamburini3Un racconto di Alessandro Tamburini. Pubblicato, in italiano e nella traduzione inglese, nell’antologia Present tensions (European writers on overcoming dictatorships) edita da Central European University Press, 2009, diffusa in vari paesi europei) lo riproponiamo ai lettori di “Corso Italia 7”. Con una sorpresa ulteriore, la versione in lingua ungherese.

ALESSANDRO TAMBURINI. Nato nel 1954 e dopo molti anni di insegnamento è ora impegnato in un Dottorato di ricerca presso la Facoltà di Lettere di Trento. Si è occupato di musica contemporanea e nel 1986 ha pubblicato il saggio “Il calcolatore e la musica” (Franco Muzzio Editore).Ha pubblicato le raccolte di racconti “Ultima sera dell’anno” (Il lavoro editoriale 1988), “Nel nostro primo mondo” (Marsilio 1990, Premio “Settembrini”), “La porta è aperta” (Marsilio 1994) e “Uno sconosciuto alla porta” (peQuod 2008, Premio Comisso), nonché i romanzi “Le luci del treno” (Marsilio 1992, Premio Sirmione-Catullo), “L’onore delle armi” (Bompiani 1997, Premio Città di Catanzaro, Premio Grinzane Cavour), “Due volte l’alba” (Marsilio 2002, Premio Circeo), “Bagaglio leggero” (peQuod 2006) e “Quel che so di Adonai” (Italic 2010). Nel novembre 2012 ha pubblicato la biografia: “Italo Allodi. Ascesa e caduta di un principe del calcio” (Italic).Suoi racconti sono compresi in numerose antologie. Ha scritto per il cinema e la televisione, oltre a testi radiofonici e teatrali. Ha collaborato con numerosi quotidiani e riviste e attualmente è, fra l’altro, editorialista del quotidiano “L’Adige”.Una scheda bio-bibliografica più ampia è disponibile sulla sua pagina web, accessibile digitando nome e cognome su qualunque motore di ricerca.

IL CIELO CHE PRIMA NON C’ERA

di Alessandro Tamburini

 

“Ti dico che le cose cambieranno! Hanno già cominciato a cambiare” disse Riccardo, fermandosi per dare più peso alle parole. Toni si fermò a sua volta, con la testa incassata fra le spalle e le mani affondate nelle tasche dei pantaloni.

“Io non ne sarei così sicuro” ribadì, e con la lingua si fece girare fra i denti un filo d’erba che si era messo in bocca poco prima Continua a leggere

Mangiando San Giuseppe / Eating St. Joseph

Roberto-BarboliniUn racconto di Roberto Barbolini, nella sua versione originale nella traduzione in lingua inglese di Ben Bazalgette. Una esclusiva per i lettori di “Corso Italia 7”. Nato a Formigine nel 1951, Barbolini è narratore e saggista. Tra i suoi romanzi si segnalano Il punteggio di Vienna (Milano, Rizzoli, 1995), Piccola città bastardo posto (Milano, Mondadori, 1998, Uomini di cenere (Milano, Mondadori, 2006), Ricette di famiglia (Milano, Garzanti, 2011), Provaci ancora, Radetzky (Siena, Barbera, 2012), oltre a svariati volumi di racconti. Tra i suoi saggi, invece, ricordiamo La Chimera e il Terrore (Milano, Jaca Book, 1984), Il detective sublime (Roma, Theoria, 1988), Magical Mystery Tour. Da Pico della Mirandola a Ligabue (Reggio Emilia, Aliberti, 2004) e I ragazzi irresistibili. Diario d’uno spettatore non pagante (Milano, Greco & Greco, 2010). Continua a leggere