Il Realismo Terminale di Guido Oldani

[di Daniela Marcheschi]

Guido Oldani, La guancia sull’asfalto, Milano, Mursia, 2018.

Questa raccolta è una delle migliori in assoluto di Oldani e della poesia italiana di oggi. Legata  al Realismo Terminale, poetica che segna la ricerca teorica e l’originale stile dell’Autore, La guancia sull’asfalto colpisce per la maturità del linguaggio, il piglio dello sguardo disincantato e plastico, per la tessitura delle immagini compiute e di una ironia tanto tagliente quanto amara.

Un dettato in cui si parla senza paura a voce spiegata. Nella tensione della similitudine rovesciata, che è strumento concettuale e conquista di nuove esperienze di vita, riecheggia infatti, forte, il sentimento eticamente centrato  di un soggetto che si ribella davanti all’ingiustizia del mondo e la denuncia.

L’officina di d’Annunzio

[di Daniela Marcheschi]

Gabriele d’Annunzio, Alcyone, Edizione critica a cura di Pietro Gibellini, Venezia, Marsilio, 2018.

Per meglio capire l’officina di d’Annunzio e come sia nato uno dei libri più importanti del Novecento italiano, questa nuova edizione critica di Alcyone, a cura di Gibellini, è un evento da salutare con particolare soddisfazione.

Il lettore può comprendere meglio anche il farsi stesso delle Laudi, iniziate nel 1899 con l’intento di riportare alla vita, nel Novecento, l’antica funzione dei cantori/artisti latini –vateso carmentes– che cantavano «clarorum virorum laudes», secondo la indicazione di Giovanni Pascoli nell’antologia Epos(Livorno, Giusti, 1897, p. XXXI): subito inviata all’amico-nemico d’Annunzio, che la lesse e postillò con grande attenzione, come mostrano i diversi segni di matita rossa ai margini.

 

Un libro fatto in casa. La voce poetica di Gasparin

Giulio Gasparin, Poesie per Emilien, Schio, Giulio Gasparin, 2018.

[di Daniela Marcheschi]

Un libro di esordio come  il manoscritto dei tempi antichi: 10 copie soltanto,  di 10 poesie vergate a penna da un giovane di Schio, in un libro “fatto in casa” su bella carta rilegata a mano con il corredo di due fotografie, e scritto «in una lingua che non esiste, una mescolanza di italiano e di dialetti parlati nel Veneto e nel Friuli». Fra Noventa e Pasolini, versi senza intoppi e la grazia sabiana, a tratti ironica, del tema amoroso. Continua a leggere

La grande poesia di Nanni Cagnone

Nanni Cagnone

[di Daniela Marcheschi]

Nanni Cagnone, Ingenuitas, Lavis, La Finestra Editrice, 2017.

Lingua limpida, elegante, e ritmi perfetti nell’andamento poematico della grande poesia di Cagnone. Ne emerge una visione disincantata del mondo e dell’esistenza umana – «Ragione?/ un vuoto canestro» –, eppure balena anche «il chiarore» di conoscenza e speranza, una «passione» di giustizia e di sogno «gravidanza del possibile». E una fiducia nella poesia – «Le parole sono da usura/disarmate, pure/non ci lasciano» –, e la certezza che «La morte/ è un’opera minore./Siamo esistiti,/ e dirlo al passato/ mi contenta».

 

Una traduzione-travestimento

[di Daniela Marcheschi]

Domenico Balestrieri, La Gerusalemme Liberata Travestita in Lingua Milanese, a cura di Felice Milani, Milano, Fondazione Pietro Bembo/Ugo Guanda Editore, 2018.

Nel Settecento, quando la poesia era «comunemente amata e gradita», secondo Girolamo Baruffaldi, si affrontavano imprese come quelle di tradurre La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso nella lingua di Milano: una traduzione/travestimento in senso comico-realistico, nella migliore tradizione della poesia giocosa. Balestrieri vi lavorò fra il 1743 e il 1758, aggiornandone lo statuto stilistico e innovando fra le altre cose la grafia del Milanese (se ne ricorderà Carlo Porta), lingua di cui offre un amplissimo ventaglio di forme.

Il dialogo fra saperi nelle poesie di Amedeo Anelli

Amedeo Anelli

[di Daniela Marcheschi]

Amedeo Anelli, Neve pensata, Milano, Mursia, 2017. È una delle migliori raccolte di Anelli e della poesia odierna, in cui la neve e il silenzio, cose e ragionamento, la quiete e il moto degli affetti, esterno e interno si intrecciano e si riverberano, l’uno legato all’altro dal vincolo della necessità che lega l’uomo e le cose. Il dialogo fra saperi diversi è esplicito nella multiformità dei livelli di lettura dei testi che compongono il volume, dalla ricca e originale tessitura polifonica, le immagini nitide di un inverno stagione della Natura e del cuore, che, però, non è mai un arrendersi al mondo. Lo sguardo controllato eppure tramato di pathose affetti, anche dolenti, indugia su particolari grandi e piccoli, come gli alberi, i gatti, la neve, la pioggia, un pettirosso improvvido, prima che il silenzio/ la parola finita di pronunciare/ li accolga e li riempia di sé. Continua a leggere