Il Premio Olio Officina 2019 allo scrittore Paolo Giordano

Paolo Giordano

È stato consegnato sabato 2 febbraio il premio che ogni anno Olio Officina Festival assegna a uno scrittore. Nel corso della ottava edizione  a riceverlo è stato il narratore Paolo Giordano, con la seguente motivazione:

Segnalatosi sin dal felice esordio nella narrativa per la capacità di affrontare i disagi più profondi della gioventù, rispecchiando fedelmente i sentimenti, i nodi e i conflitti interiori di una generazione, con il romanzo Divorare il cielosi è assunto il coraggio di misurarsi con lucidità con un altro tema cruciale, questa volta esterno alle coscienze, che rimanda a una olivicoltura compromessa dalla Xylella e a un ambiente messo anch’esso a rischio.

Luigi Caricato, direttore di Olio Officina Festival, mentre premia lo scrittore Paolo Giordano

Paolo Giordano. Narratore, ha pubblicato per Mondadori il romanzo La solitudine dei numeri primi, con il quale tra gli altri ha vinto, nel 2008, il Premio Strega e il Premio Campiello Opera Prima, e i romanzi Il corpo umano (Mondadori, 2012), Il nero e l’argento (Einaudi, 2014) e Divorare il cielo (Einaudi, 2018).

Insieme con Paolo Giordano sul palco vi erano il direttore di OOF Luigi Caricato e lo scrittore Antonio Pascale.

Da sinistra: Luigi Caricato, Paolo Giordano e Antonio Pascale

Anche d’Annunzio e Huxley a Olio Officina Festival

Tanti gli appuntamenti culturali alla ottava edizione di Olio Officina Festival a Milano. Giovedì 31 gennaio 2019, per esempio, anche Daniela Marcheschi interverrà accanto a Giordano Bruno Guerri. Ecco alcune anticipazioni.

 

Gabriele d’Annunzio, l’olio, la pubblicità

Conversazione con Giordano Bruno Guerri, scrittore e storico, presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani

Con la presentazione di Oleum Vatis, l’olio extra vergine di oliva ottenuto dai 395 olivi presenti nella tenuta del Vittoriale, recuperati a opera dell’azienda agricola Il Cavaliere, con l’intento di svolgere un’azione sociale che insegni l’autoimprenditorialità a giovani desiderosi di dare una svolta alla propria vita. Interverrà la professoressa Daniela Marcheschi.

Aldous Huxley e L’Albero di olivo

Giuseppe Barbera, scrittore,professore di Colture arboree all’Università di Palermo; Vincenzo Campo, bibliofilo, fondatore Edizioni Henry Beyle; Stefano Salis, giornalista culturale del quotidiano “II Sole 24 Ore”; Ferdinando Scianna, fotografo

Presentazione del volume L’Albero di olivo, di Aldous Huxley, Edizioni Henry Beyle Continua a leggere

Il “Caffè letterario” di Olio Officina Festival 2019

SPECIALE OOF 2019. C’è grande attesa per questo luogo della cultura di Olio Officina Festival. È a cura di Caterina Arcangelo, con la supervisione di Daniela Marcheschi, e la fattiva presenza operativa del Cisle, il Centro internazionale di studi sulle letterature europee, il Cisesg, il Centro internazionale di studi europei Sirio Giannini, con il prezioso apporto della Cooperativa letteraria e della rivista FuoriAsse – Officina della Cultura

Il Centro Internazionale di Studi Europei Sirio Giannini – CISESG, il Centro Internazionale di Studi sulle Letteratura Europee – CISLE, «FuoriAsse – Officina della cultura» e Cooperativa Letteraria sono lieti di invitarVi, venerdì 1° febbraio e sabato 2 febbraio 2019, agli eventi organizzati nell’ambito del Caffè Letterario di OOF – Olio Officina Festival – Condimenti per il palato & della mente, ideato e diretto da Luigi Caricato.

Palazzo delle Stelline di Milano, C.so Magenta 61 Continua a leggere

Il ritorno del “caffè letterario” a Olio Officina Festival

Una ottava edizione tutta incentrata sulla pubblicità, quella di Olio Officina Festival, in programma a Milano, presso il Palazzo delle Stelline, dal 31 gennaio al 2 febbraio 2019. Tema portante: Nostra Signora Pubblicità.

Il grande dibattito si concentra tutto su una questione essenziale: come sia possibile, oggi, comunicare e promuovere una materia prima nobile e preziosa come l’olio extra vergine di oliva andando oltre i consueti messaggi, sviluppando nuove idee, nuove formulazioni, nuove narrazioni, includendo, in questo percorso esplorativo anche gli altri condimenti, oltre all’olio da olive.

L’olio immaginario e l’olio immaginato: un po’ alimento, un po’ condimento; un po’ functional food, un po’ piacere sensoriale. Una materia prima che unisce e non divide, che amalgama, veicola sapori e conferisce profumi piacevoli alle pietanze.

La pubblicità, si sa, muove il mondo e determina anche il successo commerciale di un alimento, imponendolo alle attenzioni dei consumatori di ogni angolo del globo. Proprio per questo a Olio Officina Festival interverranno i grandi maestri, artefici della pubblicità, i titolari delle storiche agenzie, i creativi, gli art director, i copywriter, nonché, a loro supporto, un nutrito gruppo di sociologi, antropologi, letterati, esperti di marketing sensoriale e nuovi media, artisti e visual designer, esperti di semiotica e teorici delle lingue e dei segni, oleologi, nutrizionisti, cuochi, sommelier e molti altri specialisti di svariati settori che si confronteranno sul tema olio e sui molteplici e possibili impieghi.

L’intero Palazzo delle Stelline di Milano – il chiostro e tutte le sale, da giovedì 31 gennaio a sabato 2 febbraio 2019 – diventerà un edificio “oliocentrico”, ospitando mostre d’arte e spettacoli, performance artistiche, una libreria e un caffè letterario, oltre alle sale di assaggio dedicate (per degustazioni guidate di oli, olive e finger food), nonché conferenze, talk show e seminari di approfondimento.

Alcune sale sono destinate a un pubblico professionale, altre sale a un pubblico amatoriale, appassionato del buon cibo e che vuole confrontarsi con le produzioni olearie italiane e del resto del mondo. Sono infine previsti due annulli filatelici di Poste Italiane, riservati ai collezionisti, nonché uno spazio di approfondimento incentrato sul packaging e il visual design, oltre a molte altre sorprese, come è ormai tradizione del festival, stimolare nuove visioni e stupire, partendo da una materia prima qual è l’olio extra vergine di oliva, fino a ieri ignorata e utilizzata solo per abitudine, ma non ancora del tutto compresa e apprezzata. Continua a leggere

La favola nell’opera di Antonio Gramsci

Quanto riportato nel titolo è il tema del terzo Seminario Internazionale di Studi sulla Favola, organizzato dal CISESG, il Centro Internazionale di Studi Europei Sirio Giannini in collaborazione con International Gramsci Society – Italia, CISLE – Centro Internazionale di Studi sulle Letterature Europee, Zona Franca – Casa editrice di cartone e Comune di Seravezza (LU).

Il luogo dell’incontro, in programma per 15 e16 dicembre 2017, è il Teatro Scuderie Granducali, Area Medicea Patrimonio Unesco, a Seravezza, in provincia di Lucca.

DEDICATO AD ANTONIO GRAMSCI

Il 2017, come noto, segna non solo il centesimo anniversario della rivoluzione d’ottobre, ma anche l’ottantesimo anniversario della morte di uno dei maggiori pensatori politici del ventesimo secolo: Antonio Gramsci. Basti pensare alla fortuna (sempre maggiore) che godono i suoi scritti, soprattutto i Quaderni del carcere, dentro e fuori i confini nazionali, tanto in Europa quanto in altri continenti, per avere una chiara, forte conferma della loro importanza storica, politica e culturale.

Ebbene, al novero di questi scritti appartengono alcune raccolte di favole, scritte durante l’isolamento carcerario, nonché le traduzioni dal tedesco di ventiquattro fiabe dei fratelli Grimm. Si tratta di un “tassello” della produzione gramsciana che, sebbene poco noto ai lettori e meno studiato rispetto ad altri, è meritevole di attenzione, sia perché evidenzia la ricchezza e la poliedricità del pensiero di Gramsci; sia perché ne illumina una caratteristica decisiva, ossia il legame organico fra teoria politica, lavoro letterario e concezione pedagogica. Per queste ragioni, il Centro Internazionale di Studi Europei Sirio Giannini (CISESG), da sempre attento a promuovere gli studi sulla favola nelle letterature europee, ha voluto celebrare l’anniversario gramsciano organizzando un seminario su Gramsci e la fiaba. Continua a leggere

Passepartout 2017

1917-2017: RIVOLUZIONI!

Il festival Passepartout giunge alla quattordicesima edizione: organizzato dalla Biblioteca Astense Giorgio Faletti con l’appoggio della Città di Asti e della Regione Piemonte, e con la direzione scientifica di Alberto Sinigaglia, si terrà ad Asti dal 3 all’11 giugno

La rassegna mette a confronto l’anno in corso con uno della storia nel quale, come in uno specchio, si riconoscano, a vari livelli, analogie utili a capire il presente e a intuire il futuro, con l’aiuto dei maggiori storici, giornalisti e scrittori. Per questa edizione, essendo il tema molto articolato, in divenire e ricco di spunti, la riflessione si estenderà per un secolo intero. Da qui il titolo “1917-2017: Rivoluzioni!”.

Il festival è stato preceduto da due anteprime di grande successo, la prima lunedì scorso al Salone Internazionale del Libro di Torino, in una Sala Rossa “sold out”, con l’incontro “Cosa resta di John F. Kennedy nell’era di Trump” Furio Colombo ed Ennio Caretto, la seconda ieri in bibliotca con il giornalista e scrittore Carlo Panella sul tema “Le Primavere arabe: rivoluzioni fallite?”.

Passepartout affronta questa tematica dai molti volti ospitando la scrittrice Dacia Maraini, il saggista e storico Luciano Canfora, Nichi Vendola, protagonista della scena politica, l’economista Domenico Siniscalco, il metereologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli, lo storico Alberto Melloni, nomi di punta del giornalismo italiano come Michele Serra, Gianni Riotta, Sergio Romano, Marco Imarisio, Marcello Sorgi, gli esperti di musica Massimo Cotto e Sandro Cappelletto, il Direttore dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale Paolo Magri, la sociologa Chiara Saraceno, l’architetto Carlo Ratti e l’artista Ugo Nespolo.

Dopo il successo raccolto lo scorso anno, anche in questa edizione ci sarà uno spazio dedicato al cinema con la proiezione ogni sera, al termine degli incontri, di un film per approfondire i temi trattati, in collaborazione con il Circolo Cinematografico Sciarada. Confermati anche gli appuntamenti pomeridiani con studiosi astigiani: Laurana Lajolo, Francesco Ghia, Alberto Banaudi, Piercarlo Grimaldi e Francesco Bellè declineranno il tema del festival nei rispettivi ambiti di studio. Passepartout privilegia il modello della lectio magistralis invitando ospiti di alto profilo a parlare su un tema specifico e cerca in questo modo di trovare una strada nuova, alternativa ai dibattiti e tuttavia coinvolgente, per permettere un maggiore approfondimento dei temi affrontati.

Il programma prevede anche la premiazione del concorso Architetture Sottili in Collegio. Presidente di giuria è Vincenzo Latina, vincitore del Premio Architetto italiano 2015, oltre che della “Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana 2012” della Triennale di Milano. Continua a leggere

Dillo in sintesi

Un meritato premio a due donne da ammirare e sostenere per il loro tenace lavoro in prima linea. Le date della manifestazione sono 16-17-18 giugno. Gli incontri sono nove e la domenica sera verrà assegnato il premio “Dillo in sintesi” alla fotografa Letizia Battaglia e alla poetessa Margherita Rimi. Tra gli ospiti di questa edizione anche Beppe Severgnini e Lella Costa.

Dillo in sintesi è la prima manifestazione italiana dedicata alla sintesi e alle brevità intelligenti.

I temi affrontati in questa edizione sono la filosofia, la letteratura, la musica, la fotografia, la poesia e la linguistica. Gli incontri sono a ingresso libero e si terranno nella sala Vincenzo da Massa Carrara del complesso di San Micheletto.

IL PROGRAMMA Continua a leggere

Les accords mets, vin et humour

umoVe Colloque international sur l’humour

Mangeons, buvons, réjouissons-nous : Les accords mets, vin et humour

DIJON, 26-28 octobre 2016

Maison Internationale université de Bourgogne

Linguistics, Literature, Literary Criticism, Stylistics, Translation, Culture, History, Anthropology, Art

 

Dis-moi ce que tu manges : je te dirai ce que tu es.

[Tell me what you eat: I’ll tell you who you are]

(Jean Anthelme Brillat-Savarin, Physiologie du goût, 1825)

Dis-moi de quoi tu ris, et je te dirai qui tu es.

[Tell me what you laugh at, and I’ll tell you who you are]

(Marcel Pagnol, Notes sur le rire, 1947)

Tout comme les actes sociaux élémentaires de manger et de boire, le rire et l’humour sont souvent considérés comme inhérents à l’être humain, comme des pratiques humaines universelles se produisant à travers le temps, les lieux et les cultures. Pourtant, c’est cette universalité même qui rend l’étude de l’humour particulièrement complexe, tant le comment et le pourquoi de nos rires, ce dont nous rions et avec qui, sont intégrés dans un réseau complexe de préférences culturelles, individuelles et même biologiques. L’humour est, en d’autres termes, à la fois une activité sociale et une question de goût, capable d’exclure et de porter atteinte aux personnes tout autant que de les réunir Continua a leggere

Humour in Food and Wine

umo5th International Humour Conference Eat, drink and be merry: Pairing food, wine and humour

DIJON, October 26-28, 2016 – International House – University of Burgundy

Linguistics, Literature, Literary Criticism, Stylistics, Translation, Culture, History, Anthropology, Art

 

DIJON (Burgundy, FRANCE) 26-28 October 2016

Dis-moi ce que tu manges : je te dirai ce que tu es.

[Tell me what you eat: I’ll tell you who you are]

(Jean Anthelme Brillat-Savarin, Physiologie du goût, 1825)

Dis-moi de quoi tu ris, et je te dirai qui tu es.

[Tell me what you laugh at, and I’ll tell you who you are]

(Marcel Pagnol, Notes sur le rire, 1947)

Much like the social aspects of eating and drinking, laughter and humour are often held to be part of what makes us human, as universal human practices occurring across times, places and cultures. Yet this very universality is also part of what makes the study of humour so complex, since so much of how, and why, we laugh, and what we laugh at, and with, is embedded in an intricate web of cultural, individual and even biological preferences. Humour is, in other words, both a social activity and a matter of taste, capable of excluding and harming people, as well as bringing them together Continua a leggere

Letteratura e giornalismo

macchina per scrivereUn seminario internazionale a Lucca, dal 26 al 28 marzo 2015. Un appuntamento da non perdere, organizzato dalla Fondazione Dino Terra, a cura di Daniela Marcheschi. Si svolgerà presso la Biblioteca Civica Agorà, in piazza dei Servi.
Per tre giorni a Lucca, patria di Benedetti e Pannunzio, ci saranno i maggiori giornalisti italiani e studiosi internazionali per discutere di Letteratura e Giornalismo

Poco più di 80 anni fa, un gruppo di giovani scrittori – Arrigo Benedetti, Romeo Giovannini, Guglielmo Petroni – si ritrova al Caffè Di Simo, in via Fillungo, insieme con gli artisti Giuseppe Ardinghi, Domenico Lazzareschi e Gaetano Scapecchi. A questi si uniscono nell’estate altri amici, lucchesi di nascita, come Mario Pannunzio e Sandro Volta. Pensano alla letteratura e all’arte come amicizia, e insieme cominciano a interessarsi al giornalismo e a collaborare ai giornali e alle maggiori riviste italiane dell’epoca: «Il Selvaggio», «L’Italia Letteraria» e altre. Insieme si interrogano non solo sulla necessità del rapporto fra letteratura e giornalismo in quanto generi letterari, ma anche sul senso e sui compiti della cultura e del giornalismo stesso, sui suoi significati e i suoi valori. Quando Benedetti e Giovannini si trasferiscono a Roma, ritrovando ancora più di frequente Pannunzio, si presenta la possibilità di mettere in pratica quanto pensano e discutono, grazie alla conoscenza di Leo Longanesi alla fine degli anni Trenta.

La nascita del giornalismo libero e indipendente dell’Italia repubblicana si deve in larga parte ai lucchesi Pannunzio e Benedetti, redattori di «Omnibus», quindi fondatori di «Oggi», successivamente del «Mondo», al quale collaborerà il fior fiore dei giornalisti e degli scrittori italiani del secondo Novecento. Romeo Giovannini rimarrà il fedele scudiero di Benedetti, che fonderà poi «L’Espresso» e dirigerà altri giornali italiani, lasciandovi sempre una salda e riconoscibile impronta. Continua a leggere