Un calcio ancora umano

Ernesto Ferrero, Amarcord bianconero, Torino, Einaudi, 2018

[di Daniela Marcheschi]

Tenero, ironico, racconto autobiografico, di memoria e di amore per il gioco del calcio e per la Juventus in particolare. Ferrero, con la maestria che lo contraddistingue, parla del suo tifo per la squadra di Torino, ripercorre le vie della propria infanzia e giovinezza, i calci tirati al pallone nel cortile con gli amici, le partite, i giocatori eroi di un calcio ancora «umano» come Borel, detto Farfallino, o il portiere Giovanni Viola, e un tifoseria non violenta. Un calcio di cui parlavano incantando, alla radio poi in televisione, Nicolò Carosio e, sui giornali, Gianni Brera con il suo stile ricco di neologismi. Un calcio che ispirava i poeti, come Umberto Saba, con le sue battaglie sportive epiche e un approdo rassicurante come il ritorno a casa dell’allora ragazzo Ernesto Ferrero.

 

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