Tra favola e sogno, tra infanzia ed età adulta

Maria Paola Colombo, Il bambino magicoMilano, Mondadori, 2016

[di Daniela Marcheschi]

Un villaggio sperduto, un bambino nero, Gora, e suo fratello albino, Moussa: «il bambino magico», appunto. Il desiderio di crescere, la libertà, il miraggio della città. L’Africa e la sua vita inesorabile, dura; e finalmente il viaggio verso una terra agognata: l’Italia. Tra favola e sogno, tra infanzia ed età adulta, la Colombo racconta –con lo stile che già le conosciamo dal 2012, anno dell’esordio con Il negativo dell’amore (ma questo secondo romanzo è forse talora meno fluido e con un finale che lascia qualche dubbio) –, le illusioni e il loro infrangersi sulla morte e una società con usi e regole strane da capire, che sfrutta senza pietà. Eppure c’è anche la speranza: la possibilità di un futuro diverso.

Andrea Carraro, come un ceramista nel tornio

[di Daniela Marcheschi]

Andrea Carraro, Tutti i racconti, Postfazione di Fabrizio Ottaviani, Roma, Castelvecchi, 2016.

Quando leggiamo i racconti di Carraro, noi in realtà li “vediamo” e “sentiamo” svolgersi: vediamo il disabile con il berretto che batte la testa contro il finestrino, sentiamo i dialoghi dei personaggi, ad es. dell’ingegner Frezza e della moglie, come se questi avvenissero accanto a noi. Perché Carraro possiede il segreto di scrivere affondando nella materia verbale come un ceramista nel tornio: la forma, ed essa ha una sua linea precisa, un suo ritmo –quelli necessari.

Andrea Carraro, Sacrificio, Roma, Castelvecchi, 2017.

Capace di scavare nel dolore e nell’orrore come pochi, Carraro in questo romanzo racconta un dramma di droga, e il peso di una situazione che distrugge vita e bellezza, tutto quanto di dolce e sereno un uomo possa aver costruito. La vita di Giorgio è disgregata, un colpo dietro l’altro, perché la figlia, una ragazza, si droga senza riuscire a smettere. La droga come colpa, come una sorta di “forza del destino” moderna, e il Male che lo affonda piano piano, inesorabile, ma in un «sacrificio» necessario.