L’officina di d’Annunzio

[di Daniela Marcheschi]

Gabriele d’Annunzio, Alcyone, Edizione critica a cura di Pietro Gibellini, Venezia, Marsilio, 2018.

Per meglio capire l’officina di d’Annunzio e come sia nato uno dei libri più importanti del Novecento italiano, questa nuova edizione critica di Alcyone, a cura di Gibellini, è un evento da salutare con particolare soddisfazione.

Il lettore può comprendere meglio anche il farsi stesso delle Laudi, iniziate nel 1899 con l’intento di riportare alla vita, nel Novecento, l’antica funzione dei cantori/artisti latini – vateso carmentes – che cantavano «clarorum virorum laudes», secondo la indicazione di Giovanni Pascoli nell’antologia Epos (Livorno, Giusti, 1897, p. XXXI): subito inviata all’amico-nemico d’Annunzio, che la lesse e postillò con grande attenzione, come mostrano i diversi segni di matita rossa ai margini.

 

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