Racconti Diversi di David Fiesoli

David Fiesoli

Biografia. David  Fiesoli è nato e vive a Prato. Ha lavorato come giornalista per diversi quotidiani e settimanali («La Gazzetta di Parma», «Il Tirreno», «Diario», «Suono», «Outsider»), occupandosi di cultura, letteratura e musica. Con lo pseudonimo di David Drago, è stato speaker radiofonico per diverse emittenti: Radiogas, Radio Insieme, Novaradio Città Futura. Ha condotto rassegne dedicate alla scrittura e all’attualità, come Narrare è un destino, Che mondo che fa. Tra le sue pubblicazioni, il romanzo breve Il vincolo ricurvo (Napoli, Marotta, 1997), e il saggio Il segreto di Talete sulla rivista di poesia e filosofia «Kamen’», 16, 2000.

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Tra musica e arte le immortali parole dell’Alighieri

Ser durante, Viaggio nell’Inferno di Dante con Federico Barsanti e Pietro Conti

Pietrasanta, Studio d’Arte Tommasi, venerdì 23 agosto 2019, ore 21.15

[di Mariapia Frigerio]

 

Defilato dal centro di Pietrasanta, in quello che si potrebbe definire un piccolo Beaubourg perché luogo di esposizioni estemporanee e di rappresentazioni di “nicchia”, è stato presentato il lavoro di Federico Barsanti, noto attore versiliese, nonché autore-attore di uno spettacolo unico quale Signora Porzia.

L’attore si cimenta questa volta con i versi di Dante, in un’operazione che lo pone subito a confronto con le interpretazioni di grandi del calibro di Carmelo Bene.

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Scritture di Scritture (sul concerto di Andrea Mannucci), di Adele Desideri

Adele Desideri

 

[Premessa  di Daniela Marcheschi]

Scritture di scritture, che lievitano e si intrecciano fra narrativa romanzesca, poème en prose, diario, musica e critica. Un tessuto per scavare ancora nel linguaggio e per capire, che Adele Desideri imbastisce mossa dall’urgenza interiore di ascoltare le note e impossessarsene, di interrogare le parole scritte nella loro valenza oggettiva di “langue”, ossia di convenzione e di riferimento condiviso, e soggettiva di “parole”, ossia di produzione linguistica individuale; e, soprattutto, di continuare a interrogare il senso della vita e sé stessa: i propri sentimenti, i propri ricordi.

La Desideri comunica questa singolare esperienza che si propone, allo stesso tempo, sia come critica (musicale) sia come riflessione ulteriore sul proprio romanzo La figlia della memoria (Prefazione di Davide Rondoni, Nota critica di Franco Loi, Bergamo, Moretti & Vitali, 2016). Lo fa, attraverso l’ascolto dell’omonimo concerto di/e diretto dal/ m° Andrea Mannucci, ispirato al romanzo ed eseguito in prima assoluta al Parco Villa Concordia, Robbiate, Lecco, il 22 giugno 2019, con l’Orchestra d’archi NED Ensemble e al violino Miranda Mannucci.  Nella pendolarità esterno/interno rappresentata dal testo che pubblichiamo qui, i generi diversi “rimbalzano” letteralmente uno sull’altro e disseminano i significati, per allargare ancora di più l’orizzonte dell’esperienza stessa della scrittura.

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Busenello, il poeta avvocato

[di Daniela Marcheschi]

Giovan Francesco Busenello, Delle ore ociose. Les fruits de l’oisiveté, Édition de Jean-François Lattarico, Paris, Garnier, 2016.

Opera monumentale e da non perdere, questa di Lattarico, che raccoglie in mille pagine e poco più l’edizione critica, gli apparati, la Bibliografia e i testi italiani dell’insigne poeta di teatro Busenello (1598-1659) e la loro traduzione in francese. Il poeta-avvocato veneziano comprese rapidamente e bene le potenzialità della nascente opera e scrisse cinque “libretti” notevoli, fra i quali L’incoronazione di Poppea (1643) per la musica di Claudio Monteverdi e altri quattro – Gli amori di Apollo e Dafne (1640), Didone (1641), La prosperità infelice di Giulio Cesare dittatore (1646) e La Statira (1655) – per quella di Francesco Cavalli. Soprattutto, fu un innovatore della scrittura per il teatro musicale, giocata su polimetria e polifonia in grado di produrre forti effetti: di certe sue modalità della versificazione si sarebbe ricordato non a caso Vittorio Alfieri, un secolo e oltre più tardi, per comporre le sue più celebri tragedie.