Il nuovo numero di Kamen’

È stato edito in questi giorni il cinquantaquattresimo numero (n. 53 giugno 2018) della rivista internazionale di Poesia e Filosofia «Kamen’», il numero è dedicato alla memoria di Angelo Genovesi, ed ha le sezioni diFilosofia, Poesia e Letteratura e Giornalismo.

La sezione di Filosofia è dedicata a Angelo Genovesi. Sono pubblicati di Genovesi i saggi Henri Bergson e «Le Rire»eLibertà, natura e cultura nel pensierodi Albert Einstein. La sezione è chiusa da un intervento di Paolo Bussotti In ricordo di Angelo Genovesi.

Angelo Genovesi, fra i maggiori studiosi di Henri Bergson e Albert Einstein, è nato a Lucca nel 1958. Laureatosi presso l’Università di Pisa in Filosofia teoretica, ha svolto attività di ricerca presso la Johannes Gutenberg Universität di Mainz. Ha insegnato allo IULM di Milano e alla Urbaniana di Roma; dal 2008 al 2013, è stato Presidente della Fondazione Dino Terra, a cui ha dato un importante impulso, e membro del gruppo di ricerca sui problemi della complessità all’ IMT di Lucca. È autore di volumi, saggi e articoli che affrontano il problema della scienza nella filosofia francese contemporanea e i rapporti tra il pensiero di Kant, Bergson ed Einstein: in particolare, Il carteggio tra Albert Einstein ed Eduard Guillaume. «Tempo universale» e teoria della relatività ristretta nella filosofia francese contemporanea, Milano, Franco Angeli, 2000, insignito dall’Accademia Nazionale dei Lincei del premio Mario Di Nola; Bergson e Einstein. Dalla percezione della durata alla concezione del tempo, Milano, Franco Angeli, 2001; La scienza al di là del bene e del male. Le nuove sfide della ricerca e la questione morale, Milano, Fondazione Achille e Giulia Boroli, 2004; Einstein: Scienza e società, Milano, Fondazione Achille e Giulia Boroli, 2005; ed Etica e media nei documenti della Chiesa cattolica, Parma, MUP, 2005. Ha curato di Einstein la prima traduzione italiana della memoria dal titolo Il principio di relatività e le sue conseguenze nella fisica moderna, Pisa-Roma, Istituti editoriali e poligrafici internazionali, 2002; e le opere Ernst Curtius, L’abbandono della cultura, Milano, Nino Aragno, 2010; L’interrogativo etico in una realtà globalizzata. Percorsi e confronti, Pisa, ETS, 2012;Libertà, natura e cultura in Albert Einstein, Lucca, ZonaFranca, 2012. Genovesi è morto all’improvviso, nella sua casa di Lucca, il 14 febbraio 2018.

Angelo Genovesi

La sezione di Poesia è dedicata alla poetessa Lidija Vukčević. A cura dell’autricee di Milica Marinkovićsono presentate dodici poesie, con il testo croato a fronte, daL’abbraccio della lingua.

Lidija Vukčević è nata nel 1954 a Zagabria. Ha conseguito la laurea magistrale e il titolo di dottore di ricerca in Filologia jugoslava e Filosofia presso la Facoltà di Filosofia di Zagabria. Ha seguito i corsi postdottorali presso l’Università Stendhal di Grenoble, e ha insegnato al liceo e all’università: prima a Milano, in Statale, negli anni Ottanta; poi a Grenoble dal 2000 al 2004. Ha pubblicato due monografie scientifiche e cinque raccolte poetiche:Boja šafrana, Samobor, Nakus, 1992.(Il colore dello zafferano); Il velo, Pistoia, Via del Vento, 1997, nella versione di Eridano Bazzarelli; Latinska knjiga, Zagreb, Prosvjeta, 1998 (Il libro latino);Lepeza, Podgorica, KPZ, 2000 (Il ventaglio); Zagrljaj jezika, Podgorica-Cetinje,CDNK, 2011(L’abbraccio della lingua). Inoltre undici volumi di prose: Rječnik slučajnosti, Zagreb, Profil, 2006 (Vocabolario di casualità); Pisma jednog teroriste jednom sadisti, Belgrado, rivista «Balkanski književni glasnik», 2006 (Le lettere di un terrorista a un sadico);Obične stvari, Zagreb, Prosvjeta, 2007(Le solite cose); Moj filozofski rječnik, Zagreb, Prosvjeta, 2008 (Il mio dizionario filosofico); Fabrika malih utopija, Zagreb, Turk Jesenski, 2011(La fabbrica delle piccole utopie);Kiši li neprekidno nad Kotorom? Zagreb, Skaner studio, 2012 (Piove ininterrottamente sopra Cattaro?),Rječnik nužnosti, Zagreb, Antibarbarus, 2013 (Vocabolario di necessità, 2013); Istinite priče, Zagreb, Skaner studio, 2014 (Storie vere, 2014); Zapadni zapisi, Zagreb, Skaner studio, 2015 (Annotazioni occidentali, 2015); Poetika tijela, Zagreb, Litteris, 2016 (Poetica del corpo); Zemlja kava, more tinta, nebo ruzmarin, Zagreb, NZCH i Skaner studio Zagreb, 2018 (Il paese del caffè, l’inchiostro color mare, il cielo rosso). Traduce dall’ italiano e dal francese . Pubblica saggi di critica anche in italiano. Ha prodotto più di cento lavori scientifici e specialistici e una cinquantina di saggi sulla letteratura, la storia dell’arte e la pittura.

Lidja Vukcevic

La sezione di Letteratura e Giornalismo, ottava sezione sull’argomento,è dedicata a Vladimir Vladimirovic Majakovskij, ed è a cura di Amedeo Anelli. Di Amedeo Anelli il saggioMajakovskij, il giornalismo e altrocui fanno seguito gli scritti di Majakovskij, testo russo a fronte, Sembrerebbe chiaro..,e«Gli operai e i contadino non vi capiscono».

Vladimir Vladimirovic Majakovskij nacque a Bagdadi in Georgia nel 1893. Fra i maggiori poeti del Novecento, è stato anche scrittore, drammaturgo, regista teatrale, attore, artista e giornalista. Il padre era ispettore forestale. Majakovskij iniziò studi al ginnasio e imparò il georgiano. Dopo la morte del padre nel 1906 con la famiglia, la madre e le sorelle Ljuda e Olja, si trasferì a Mosca, dove continuò il ginnasio. Nel 1908 interruppe gli studi per dedicarsi all’attività politica. Entrò nel Partito Operaio Socialdemocratico, allora illegale, e fu arrestato tre volte. Nel 1911 si iscrisse all’Accademia di Pittura, Scultura e Architettura di Mosca, dove incontrò David Burljuk che, entusiasmatosi per i suoi versi, ne divenne mecenate.Nel 1912 aderì al cubofuturismo russo, firmando, insieme ad altri artisti (Burljuk, Kamenskij, Krucënych, Chlebnikov), il manifesto Schiaffo al gusto del pubblico«dove veniva dichiarato il più completo distacco dalle formule poetiche del passato, la volontà di una rivoluzione lessicale e sintattica, l’assoluta libertà nell’uso dei caratteri tipografici, formati, carte da stampa, impaginazioni». Nel maggio del 1913 fu pubblicata la sua prima raccolta di poesie Io!in trecento copie, e a fine anno fu data in teatro a Pietroburgo l’opera Majakovskij. La nuvola in calzoniuscì nel 1915 e l’anno successivo Il Flauto di vertebre. Nel 1915 fu chiamato alle armi e assegnato come disegnatore alla scuola automobilistica di Pietrogrado, nome dato a San Pietroburgo dal 1914 al 1924 . Nell 1917 aderì con entusiasmo alla Rivoluzione. Nel 1918 fu messo in scena il suo dramma Mistero buffo. Si recò più volte all’estero, soggiornando di preferenza a Berlino e a Parigi, e spingendosi nel 1925 sino in America. Nel 1926 compì lunghi viaggi per l’Unione Sovietica, organizzò discussioni e letture di versi nelle fabbriche e nelle officine, al punto che in alcuni quartieri operai formarono gruppi “comunisti-futuristi”. Questi tentativi trovarono opposizione e la censura degli apparati ligi a Stalin. All’inizio del 1930 organizzò al Club degli scrittori di Mosca una mostra personale, che riassumeva venti anni di lavoro letterario. Si tolse la vita il 14 aprile dello stesso anno. A piena Voce (1930) è l’ultimo poema incompiuto di Majakovskij, forse il testamento spirituale in una fittissima attività di scrittore e di riflessione intellettuale.

Vladimir Vladimirovic Majakovskij

Kamen’ n. 53 – Giugno 2018

pagine 129 – € 10,00

Libreria Ticinum Editore

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