Miraggi

Sumerian Statues, Iraq


[di
Alberto Guareschi]

Oasi di Douz

(…) e ricordare

quanto sia già distante,

nello spazio e nel tempo,

quel viaggio verso il sud tunisino,

ma sempre così limpido

e presente, quasi fosse passato

appena qualche giorno

da allora: la tempesta

di sabbia su Tozeur, l’oscurità

calata all’improvviso,

poi l’indomani e i giorni successivi

il cielo totalmente cristallino,

l’aria leggera –

solcato il vecchio limes,

eravamo tornati

sulla lingua di terra che attraversa

a settentrione lo Chott-el-Djerìd,

percorrendola adagio

e fermandoci spesso per seguire,

con le mani a visiera,

le forme dei miraggi

che i cristalli salini generavano

lungo le rive –

il tramonto su Douz,

la notte musicata

dal vento del deserto, l’insperato

fiotto termale: tutto congiurava

verso un’insonnia densa

di fantasie, miraggi

che a turno si accendevano sul lago

per poi svanire e rinascere altrove

dopo pochi secondi

(un filo parallelo, mi sembrava,

al sogno ininterrotto

delle parole, quando

un nonnulla bastava a suscitare

versi che evaporavano

l’istante successivo

nel vuoto)

Alberto Guareschi (Parma, 1940) vive da quasi quarant’anni a Lucca. Come funzionario e poi dirigente di alcuni gruppi industriali pubblici e privati ha viaggiato a lungo, non soltanto per motivi professionali, in vari paesi e continenti, avendo la possibilità di approfondire nel contempo esperienze e interessi culturali. Nel 1976 è stato fra i fondatori della Pratiche Editrice, collaborandovi per alcuni anni come amministratore e membro del comitato editoriale. Come autore, ha pubblicato tre raccolte poetiche: Verso Cipro (Guanda, 1963), Teatrini del signor Egli (prefazione di Roberto Carifi, Diabasis, 2004) e Stella polare (Passigli, 2016), dalla quale sono tratti i testi qui presentati. Rilevante anche la sua attività di traduttore, in particolare per Guanda, con la curatela della prima edizione italiana del classico tedesco Tesoretto dell’Amico di casa renano di J. P. Hebel (1989). Presso lo stesso editore ha pubblicato una scelta di liriche di F. Hoelderlin, L’Arcipelago e altre poesie (1965), i Ditirambi di Dioniso di Nietzsche (1967), Nel chiosco di Pressel di H. Hesse (prefazione di Giorgio Zampa, 1987) e, dello stesso autore, Giorni di luglio (1990). Di Tony Duvert ha tradotto dal francese i romanzi Recidiva (prefazione di G. Davico Bonino, Pratiche Editrice, 1978) e Quando morì Jonathan (Savelli, 1981). Altre sue traduzioni poetiche da Georges Bataille, Sarah Kirsch e H. M. Enzensberger sono apparse negli anni Ottanta su “Il Raccoglitore, Quindicinale di Cultura” della Gazzetta di Parma, e su “Rassegna Lucchese”. Del 2008 è l’uscita in Italia presso Diabasis, su suo progetto editoriale, del volume Balcone e altre poesie (prefazione di Iosip Brodskij), a cura di A. Niero, dell’amico poeta russo Evgenij Rejn.

 

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