La dura bellezza

[di Alberto Guareschi]

Su alcuni versi di Benn.

Il dottor Benn,

ex-ufficiale medico,

fece ritorno nel Quarantacinque

dal servizio in caserma

alla vecchia dimora-ambulatorio

della Bozener Strasse,

ammasso di macerie

nel settore orientale di Berlino.

“L’inverno fu freddissimo,

peggiore della fame”, come scrisse.

“Per giorni e settimane

mai un solo paziente, né parola

con altra anima viva”.

Poeta dal passato controverso,

“respinto e impubblicabile”

tanto all’Ovest che all’Est:

“ma di questo, aggiungeva,

nulla importava veramente più” –

Contava ormai soltanto

(sapeva con chiarezza il signor Egli)

calarsi dentro il ventre

della miniera, estrarre

dalla roccia le sillabe in letargo,

trasformarle in parole,

dare forma alla dura bellezza

della poesia (percorso

irto di insidie, dove buchi neri

e ciclopi rendevano fatale

smarrirsi un solo istante):

ogni giorno, ogni notte

la bussola orientata verso quanto,

al contrario di rose nevi mari,

dura più del diamante,

del tempo

(*) Da Nur zwei Dinge (Solo due cose), in Destillationen, Wiesbaden,1953.

Alberto Guareschi (Parma, 1940) vive da quasi quarant’anni a Lucca. Come funzionario e poi dirigente di alcuni gruppi industriali pubblici e privati ha viaggiato a lungo, non soltanto per motivi professionali, in vari paesi e continenti, avendo la possibilità di approfondire nel contempo esperienze e interessi culturali. Nel 1976 è stato fra i fondatori della Pratiche Editrice, collaborandovi per alcuni anni come amministratore e membro del comitato editoriale. Come autore, ha pubblicato tre raccolte poetiche: Verso Cipro (Guanda, 1963), Teatrini del signor Egli (prefazione di Roberto Carifi, Diabasis, 2004) e Stella polare (Passigli, 2016), dalla quale sono tratti i testi qui presentati. Rilevante anche la sua attività di traduttore, in particolare per Guanda, con la curatela della prima edizione italiana del classico tedesco Tesoretto dell’Amico di casa renano di J. P. Hebel (1989). Presso lo stesso editore ha pubblicato una scelta di liriche di F. Hoelderlin, L’Arcipelago e altre poesie (1965), i Ditirambi di Dioniso di Nietzsche (1967), Nel chiosco di Pressel di H. Hesse (prefazione di Giorgio Zampa, 1987) e, dello stesso autore, Giorni di luglio (1990). Di Tony Duvert ha tradotto dal francese i romanzi Recidiva (prefazione di G. Davico Bonino, Pratiche Editrice, 1978) e Quando morì Jonathan (Savelli, 1981). Altre sue traduzioni poetiche da Georges Bataille, Sarah Kirsch e H. M. Enzensberger sono apparse negli anni Ottanta su “Il Raccoglitore, Quindicinale di Cultura” della Gazzetta di Parma, e su “Rassegna Lucchese”. Del 2008 è l’uscita in Italia presso Diabasis, su suo progetto editoriale, del volume Balcone e altre poesie (prefazione di Iosip Brodskij), a cura di A. Niero, dell’amico poeta russo Evgenij Rejn.

 

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