«A tu-per-tu con i piccoli»

12342846_1136927339670733_1131299892050210655_n-1Una recensione di Nomi di cosa-Nomi di persona, di Margherita Rimi

[di Egle Becchi]

Questo nuovo libro Nomi di cosa-Nomi di persona di Margherita Rimi, colpisce anche me che dell’arte poetica non ho l’arte di capirla; ma questa volta – come poche altre – l’ho sentita, specie nelle poesie in linguaggio infantile e in quelle dove si parla in siciliano – immagino quello della parte dell’ Isola dove l’autrice è nata e vive – e il testo viene reso in italiano. C’è lo sforzo non del verso bello, ma di quello che esso evoca e che potrebbe essere anche il parlare di bambini, il ricordare momenti del proprio passato infantile, lo stimolare il lettore a abbandonare la mente per immergersi in quanto la parola ha di primario, pur restando sempre parola. E anche la sollecitazione a esprimersi, nei modi in cui si può, sapendo che in qualche maniera anche quella parte di noi che non è l’ intelletto, coglierà quanto vogliamo far sapere di noi. Non direi che si tratta, in molti casi della raccolta, di versi pedagogici: al contrario, credo che si stia leggendo qualcosa che sta a monte e dietro alla fatica dell’ educare, specialmente dell’ insegnare. Un mondo se non diverso da quello della nostra quotidianità, pur sempre “ altro” che in ogni rapporto fra grandi e piccoli entra in gioco e di cui sarebbe bene si tenesse conto.
Questo libro soprattutto fa riflettere, ricordare momenti – ormai lontanissimi – in cui si è stati piccoli e ci si doveva confrontare con il mondo dei grandi; e quelli in cui, si è stati a tu-per-tu con dei piccoli, e talora l’ incontro con loro ci ha resi perplessi.
La copertina con la fotografia della bimbetta della Kalsa, scattata da Letizia Battaglia, che io molto ammiro per la sicilianità che ci sa donare, mi ha commosso.

 

Margherita Rimi

Nomi di cosa-Nomi di persona

Venezia, Marsilio, 2015

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