Michail Jur’evič Lermontov. Una grande opera di Roberto Michilli

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[di Daniela Marcheschi] Fra il 2014 e il 2015, Roberto Michilli ha portanto a termine una impresa editoriale fuori del comune, dedicata a un autore straordinario come Michail Jur’evič Lermontov. Si tratta di una di quelle iniziative che da sole bastano a giustificare e dar merito a una vita di lavoro, cioè una nuova traduzione delle poesie di Lermontov: Quaranta poesie, traduzione e cura di Roberto Michilli, Giulianova (Teramo), Galaad, 2014; e una ricca e documentata biografia, la prima pubblicata nel nostro paese su questo grande autore russo: Il prigioniero. La vita, il tempo e le opere di Michail Jur’evič Lermontov, Giulianova (Teramo), Galaad, 2015.

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Michilli, che vive a Teramo, è un poeta, autore di testi teatrali, ma anche un traduttore dal francese, dall’inglese e dal russo. Suo anche un libro intervista, pacato quanto puntuale e profondo, La chiarezza enigmatica. Conversazione su Giuseppe Pontiggia (con Simone Gambacorta, Giulianova-Teramo, Galaad , 2009), di cui caldeggiamo vivamente la lettura.

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Lermontov (1814-1841), noto soprattutto per un’opera dall’impianto narrativo modernissimo come Un eroe del nostro tempo, del 1840, fu anche e soprattutto poeta, pittore e drammaturgo. Benché morto a neanche 27 anni, è uno dei maggiori autori della prima metà del XIX secolo, capace di esercitare una influenza duratura non solo sulla successiva letteratura russa, ma anche su quella internazionale.

In ottocento pagine, attraverso la corrispondenza, le molte opere, le testimonianze coeve più disparate – ad esempio, notevole è quella di Turgenev, per citare solo uno dei tanti nomi possibili –, Michilli disegna la vita del giovane Lermontov, appassionato, geniale, che morirà in duello proprio come Pečorin, il protagonista di Un eroe del nostro tempo.

Insieme con la biografia sono da leggere le Quaranta poesie di Lermontov, con testo originale a fronte, divenute in realtà sessanta in una seconda edizione ampliata, che giunge a costituire un libro di ben 465 pagine. In italiano molti conosceranno le versioni Liriche e poemi di Lermontov, a cura di Tommaso Landolfi, pubblicate nel 1963 da Einaudi e, nel 2006, da Adelphi. Il volume curato ora da Michilli, corredato di Introduzione, cronologia e di una nutrita serie di Note ai testi, ha il pregio di contenere poesie spesso mai tradotte prima nella nostra lingua.

Dunque un plauso al generoso Michilli e alla casa editrice Galaad, che ha creduto in una simile opera, facendosi interprete di una idea di editoria in cui – come riteneva Piero Gobetti – il «processo della cultura si identifica con la formazione intellettuale».

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