La voce che dice io

Nanni Cagnone visto da Pino Usicco

Nanni Cagnone visto da Pino Usicco

Nanni Cagnone, Discorde, Lavis, la Finestra editrice, 2015.

Gerard M. Hopkins, Il naufragio del Deutchland, a cura di Nanni Cagnone, Lavis, la Finestra editrice, 2015.

Nanni Cagnone, Tornare Altrove, Lavis, la Finestra editrice, 2016.

Cagnone – nato nel 1939 a Càrcare, nell’entroterra savonese – è uno dei maggiori poeti italiani odierni. Autore di vasta cultura (dall’Antropologia alla Filosofia e all’Estetica, o dall’Arte alle lingue classiche) e intelligenza letteraria, è saggista e anche traduttore ottimo.

Cagnone tende alla ricerca di un rapporto nuovo fra saperi diversi e poesia, in cui la voce che dice “io” si proietta e confronta con il mondo e le voci degli altri. Nei suoi versi, se l’ombra è rappresentata dalla morte, dalla malattia, dalle delusioni della storia e della società, il «vuoto», le luci sono quelle di vive presenze che non sono divenute ricordi, degli slanci verso le cose, di tutto ciò che riafferma se stesso e la volontà di parlare.

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