Dino Terra di nuovo a teatro

viareggio 1A Lucca la prima nazionale de “La ruota dentata”

[di Mariapia Frigerio]

Dino Terra, al secolo Armando Simonetti (Roma 1903-Firenze 1995) fu un famoso autore del nostro teatro negli anni Cinquanta, le cui pièces furono interpretate da mostri sacri come Giorgio Albertazzi, Giancarlo Sbragia e altri. La lettura/spettacolo “La ruota dentata”, in prima nazionale a Lucca con la regia di Marco Solari e per istanza della Fondazione Dino Terra, fa ora ripercorrere il Novecento tra case chiuse, Fascismo, boom economico, e in un palcoscenico che si fa metafora di vita davanti al pubblico in un silenzio quasi religioso.
simcaUn collage di opere in cui domina una severa critica alla borghesia, che Dino Terra – sottile, tagliente – anticipa e scandaglia con maggior profondità di quella dell’amico Moravia negli Indifferenti. Figure come la maitresse, la fanciulla sedotta, temi come l’ipocrisia nei riguardi dello sfruttamento della prostituzione sono affrontati con una levità che pone lo spettatore in una dimensione onirica, in un’atmosfera magica che rimanda a spettacoli del calibro di un Edipus della compagnia Lombardi Tiezzi.
La mise en espace di Solari, autorevole esponente dell’avanguardia italiana negli ultimi decenni, è l’omaggio a un Autore che ha saputo coniugare la letteratura con la riflessione scientifica: un vero anticipatore nella cultura italiana.
Nel montaggio di frammenti da L’amico dell’Angelo del 1927, Ioni del 1929 (ora Marsilio), e da altre opere più recenti, è proposta al pubblico la varietà di una scrittura che guarda la contemporaneità di quasi un secolo e ne svela le illusioni attraverso la lente di un umorismo radicale.
laruotadentata-001Si uniscono sotto la guida di Solari, e in un tutto di grande emozione, le voci degli attori Alessandra Vanzi, Patrizia Bettini, Gustavo Frigerio, Marco Brinzi, Solari stesso, insieme con interventi di danza di Francesca Bertolli e videoproiezioni di Giacomo Verde: unica, la sua montatura del salotto che si compone sotto i nostri occhi con la tappezzeria, le poltrone, le seggiole, le fotografie, i ritratti alle pareti.
Non si può fare a meno di pensare alle parole di Garboli: “Sopportiamo la rivelazione di esistere solo a intervalli, in rari, misteriosi momenti. Il teatro è uno di questi momenti”. Aggiungiamo: “La ruota dentata” è tra questi.

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Le foto sono di Mariapia Frigerio

 

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