La favola nell’opera di Antonio Gramsci

Quanto riportato nel titolo è il tema del terzo Seminario Internazionale di Studi sulla Favola, organizzato dal CISESG, il Centro Internazionale di Studi Europei Sirio Giannini in collaborazione con International Gramsci Society – Italia, CISLE – Centro Internazionale di Studi sulle Letterature Europee, Zona Franca – Casa editrice di cartone e Comune di Seravezza (LU).

Il luogo dell’incontro, in programma per 15 e16 dicembre 2017, è il Teatro Scuderie Granducali, Area Medicea Patrimonio Unesco, a Seravezza, in provincia di Lucca.

DEDICATO AD ANTONIO GRAMSCI

Il 2017, come noto, segna non solo il centesimo anniversario della rivoluzione d’ottobre, ma anche l’ottantesimo anniversario della morte di uno dei maggiori pensatori politici del ventesimo secolo: Antonio Gramsci. Basti pensare alla fortuna (sempre maggiore) che godono i suoi scritti, soprattutto i Quaderni del carcere, dentro e fuori i confini nazionali, tanto in Europa quanto in altri continenti, per avere una chiara, forte conferma della loro importanza storica, politica e culturale.

Ebbene, al novero di questi scritti appartengono alcune raccolte di favole, scritte durante l’isolamento carcerario, nonché le traduzioni dal tedesco di ventiquattro fiabe dei fratelli Grimm. Si tratta di un “tassello” della produzione gramsciana che, sebbene poco noto ai lettori e meno studiato rispetto ad altri, è meritevole di attenzione, sia perché evidenzia la ricchezza e la poliedricità del pensiero di Gramsci; sia perché ne illumina una caratteristica decisiva, ossia il legame organico fra teoria politica, lavoro letterario e concezione pedagogica. Per queste ragioni, il Centro Internazionale di Studi Europei Sirio Giannini (CISESG), da sempre attento a promuovere gli studi sulla favola nelle letterature europee, ha voluto celebrare l’anniversario gramsciano organizzando un seminario su Gramsci e la fiaba. Continua a leggere

Passepartout 2017

1917-2017: RIVOLUZIONI!

Il festival Passepartout giunge alla quattordicesima edizione: organizzato dalla Biblioteca Astense Giorgio Faletti con l’appoggio della Città di Asti e della Regione Piemonte, e con la direzione scientifica di Alberto Sinigaglia, si terrà ad Asti dal 3 all’11 giugno

La rassegna mette a confronto l’anno in corso con uno della storia nel quale, come in uno specchio, si riconoscano, a vari livelli, analogie utili a capire il presente e a intuire il futuro, con l’aiuto dei maggiori storici, giornalisti e scrittori. Per questa edizione, essendo il tema molto articolato, in divenire e ricco di spunti, la riflessione si estenderà per un secolo intero. Da qui il titolo “1917-2017: Rivoluzioni!”.

Il festival è stato preceduto da due anteprime di grande successo, la prima lunedì scorso al Salone Internazionale del Libro di Torino, in una Sala Rossa “sold out”, con l’incontro “Cosa resta di John F. Kennedy nell’era di Trump” Furio Colombo ed Ennio Caretto, la seconda ieri  in bibliotca con il giornalista e scrittore  Carlo Panella sul tema “Le Primavere arabe: rivoluzioni fallite?”.

Passepartout affronta questa tematica dai molti volti ospitando la scrittrice Dacia Maraini, il saggista e storico Luciano Canfora, Nichi Vendola, protagonista della scena politica, l’economista Domenico Siniscalco, il metereologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli, lo storico Alberto Melloni, nomi di punta del giornalismo italiano come Michele Serra, Gianni Riotta, Sergio Romano, Marco Imarisio, Marcello Sorgi, gli esperti di musica Massimo Cotto e Sandro Cappelletto, il Direttore dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale Paolo Magri, la sociologa Chiara Saraceno, l’architetto Carlo Ratti e l’artista Ugo Nespolo.

Dopo il successo raccolto lo scorso anno, anche in questa edizione ci sarà uno spazio dedicato al cinema con la proiezione ogni sera, al termine degli incontri, di un film per approfondire i temi trattati, in collaborazione con il Circolo Cinematografico Sciarada. Confermati anche gli appuntamenti pomeridiani con studiosi astigiani: Laurana Lajolo, Francesco Ghia, Alberto Banaudi, Piercarlo Grimaldi e Francesco Bellè declineranno il tema del festival nei rispettivi ambiti di studio. Passepartout privilegia il modello della lectio magistralis invitando ospiti di alto profilo a parlare su un tema specifico e cerca in questo modo di trovare una strada nuova, alternativa ai dibattiti e tuttavia coinvolgente, per permettere un maggiore approfondimento dei temi affrontati.

Il programma prevede anche la premiazione del concorso Architetture Sottili in Collegio. Presidente di giuria è Vincenzo Latina, vincitore del Premio Architetto italiano 2015, oltre che della “Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana 2012” della Triennale di Milano. Continua a leggere

Dillo in sintesi

Un meritato premio a due donne da ammirare e sostenere per il loro tenace lavoro  in prima linea. Le date della manifestazione sono 16-17-18 giugno. Gli incontri sono nove e la domenica sera verrà assegnato il premio “Dillo in sintesi” alla fotografa Letizia Battaglia e alla poetessa Margherita Rimi. Tra gli ospiti di questa edizione anche Beppe Severgnini e Lella Costa.

Dillo in sintesi è la prima manifestazione italiana dedicata alla sintesi e alle brevità intelligenti.

I temi affrontati in questa edizione sono la filosofia, la letteratura, la musica, la fotografia, la poesia e la linguistica.  Gli incontri sono a ingresso libero e si terranno nella sala Vincenzo da Massa Carrara del complesso di San Micheletto.

IL PROGRAMMA Continua a leggere

Les accords mets, vin et humour

umoVe Colloque international sur l’humour

Mangeons, buvons, réjouissons-nous : Les accords mets, vin et humour

DIJON, 26-28 octobre 2016

Maison Internationale université de Bourgogne

Linguistics, Literature, Literary Criticism, Stylistics, Translation, Culture, History, Anthropology, Art

 

Dis-moi ce que tu manges : je te dirai ce que tu es.

[Tell me what you eat: I’ll tell you who you are]

(Jean Anthelme Brillat-Savarin, Physiologie du goût, 1825)

Dis-moi de quoi tu ris, et je te dirai qui tu es.

[Tell me what you laugh at, and I’ll tell you who you are]

(Marcel Pagnol, Notes sur le rire, 1947)

Tout comme les actes sociaux élémentaires de manger et de boire, le rire et l’humour sont souvent considérés comme inhérents à l’être humain, comme des pratiques humaines universelles se produisant à travers le temps, les lieux et les cultures. Pourtant, c’est cette universalité même qui rend l’étude de l’humour particulièrement complexe, tant le comment et le pourquoi de nos rires, ce dont nous rions et avec qui, sont intégrés dans un réseau complexe de préférences culturelles, individuelles et même biologiques. L’humour est, en d’autres termes, à la fois une activité sociale et une question de goût, capable d’exclure et de porter atteinte aux personnes tout autant que de les réunir Continua a leggere

Humour in Food and Wine

umo5th International Humour Conference Eat, drink and be merry: Pairing food, wine  and humour

DIJON, October 26-28, 2016 – International House – University of Burgundy

Linguistics, Literature, Literary Criticism, Stylistics, Translation, Culture, History, Anthropology, Art

 

DIJON (Burgundy, FRANCE) 26-28 October 2016

Dis-moi ce que tu manges : je te dirai ce que tu es.

[Tell me what you eat: I’ll tell you who you are]

(Jean Anthelme Brillat-Savarin, Physiologie du goût, 1825)

Dis-moi de quoi tu ris, et je te dirai qui tu es.

[Tell me what you laugh at, and I’ll tell you who you are]

(Marcel Pagnol, Notes sur le rire, 1947)

Much like the social aspects of eating and drinking, laughter and humour are often held to be part of what makes us human, as universal human practices occurring across times, places and cultures. Yet this very universality is also part of what makes the study of humour so complex, since so much of how, and why, we laugh, and what we laugh at, and with, is embedded in an intricate web of cultural, individual and even biological preferences. Humour is, in other words, both a social activity and a matter of taste, capable of excluding and harming people, as well as bringing them together Continua a leggere

Letteratura e giornalismo

macchina per scrivereUn seminario internazionale a Lucca, dal 26 al 28 marzo 2015. Un appuntamento da non perdere, organizzato dalla Fondazione Dino Terra, a cura di Daniela Marcheschi. Si svolgerà presso la Biblioteca Civica Agorà, in piazza dei Servi.
Per tre giorni a Lucca, patria di Benedetti e Pannunzio, ci saranno i maggiori giornalisti italiani e studiosi internazionali per discutere di Letteratura e Giornalismo

Poco più di 80 anni fa, un gruppo di giovani scrittori – Arrigo Benedetti, Romeo Giovannini, Guglielmo Petroni – si ritrova al Caffè Di Simo, in via Fillungo, insieme con gli artisti Giuseppe Ardinghi, Domenico Lazzareschi e Gaetano Scapecchi. A questi si uniscono nell’estate altri amici, lucchesi di nascita, come Mario Pannunzio e Sandro Volta. Pensano alla letteratura e all’arte come amicizia, e insieme cominciano a interessarsi al giornalismo e a collaborare ai giornali e alle maggiori riviste italiane dell’epoca: «Il Selvaggio», «L’Italia Letteraria» e altre. Insieme si interrogano non solo sulla necessità del rapporto fra letteratura e giornalismo in quanto generi letterari, ma anche sul senso e sui compiti della cultura e del giornalismo stesso, sui suoi significati e i suoi valori. Quando Benedetti e Giovannini si trasferiscono a Roma, ritrovando ancora più di frequente Pannunzio, si presenta la possibilità di mettere in pratica quanto pensano e discutono, grazie alla conoscenza di Leo Longanesi alla fine degli anni Trenta.

La nascita del giornalismo libero e indipendente dell’Italia repubblicana si deve in larga parte ai lucchesi Pannunzio e Benedetti, redattori di «Omnibus», quindi fondatori di «Oggi», successivamente del «Mondo», al quale collaborerà il fior fiore dei giornalisti e degli scrittori italiani del secondo Novecento. Romeo Giovannini rimarrà il fedele scudiero di Benedetti, che fonderà poi «L’Espresso» e dirigerà altri giornali italiani, lasciandovi sempre una salda e riconoscibile impronta. Continua a leggere

Olio a tutto eros

cartolina olio officina 2015
C’è attesa per la quarta edizione di Olio Officina Food Festival 2015, in programma a Milano dal 22 al 24 gennaio. Il tema, filo conduttore del primo grande happening dedicato ai condimenti per il palato e per la mente, è proprio il desiderio e la passione

Tutto cambia, e nemmeno l’olio è più lo stesso. Pensavamo di avere a che fare con un prodotto chiuso nella sua immobilità, ancorato alla tradizione, e invece c’è tutto un movimento di pensiero che cerca di immaginare e dare corpo a qualcosa di diverso, pensando a un olio del futuro, aperto alle sperimentazioni.
La posta in gioco è alta. E’ possibile che un condimento/ingrediente elevato al rango di functional food, e in certi casi definito pure un nutraceutico, possa legittimamanete aspirare a qualcosa di diverso, rispetto ai suoi oltre sei mila anni di storia?
Con Olio Officina Food Festival pare proprio di sì. E’ una quarta edizione che si annuncia molto insolita, il prossimo anno, in coincidenza con Expo 2015. A Milano, sempre al Palazzo delle Stelline, dal 22 al 24 gennaio il grande happening dedicato ai condimenti per il palato e per la mente, ideato e diretto da Luigi Caricato.
Dopo il successo delle precedenti edizioni, con il dichiarato obiettivo di far mutare la consueta visione dell’olio sta prendendo sempre più forza, raggiungendo un pubblico nuovo e curioso la manifestazione ideata dall’oleologo e scrittore Luigi Caricato. Così, dopo aver affrontato il tema dei nuovi linguaggi dell’olio (2012), il lato femminile dell’olio (2013) e l’anima sociale dell’olio (2014), e dopo aver teorizzato il concetto di “olio democratico” e di “olio quale bene comune condiviso”, per gennaio è la volta di un tema insolito, ma non per questo privo di legami con la storia: il lato erotico dell’olio (2015), a testimonianza di come un prodotto antico ma sempre contemporaneo vada vissuto e considerato al di là del proprio ambito, segnatamente circoscritto alla sfera alimentare, entrando così in una prospettiva più ampia, e coinvolgendo tutti i possibili linguaggi e ogni possibile interlocutore. L’olio, che sul piano strettamente gastronomico si rivela un ottimo veicolatore di sapori, allo stesso modo veicola, sotto molteplici aspetti, anche il piacere erotico. I sapori di un alimento vengono amplificati quando si ricorre all’olio, ma non soltanto l’olio da olive, quest’ultimo esercita un’azione maggiore perché ha sapori e profumi più marcati, ma qualsiasi grasso svolge tale compito. E così, anche quando utilizzato per nutrire la pelle, spalmato sul corpo, l’olio ne permette il passaggio degli umori verso l’esterno. Tali segnali, trasmessi dalla sostanze feroromoniche, facilitati dal ricorso all’olio, così come avveniva in passato, agevolano di fatto l’attrazione.
“Al grande evento Olio Officina Food Festival – ribadisce il direttore della manifestazione Luigi Caricato – a entrare in scena in questi anni è stato tutto un mondo di figure nuove e alternative, che si sono confrontate in piena libertà elementi cardine come l’olio, l’olivo, il paesaggio, l’economia, l’arte, la letteratura, la musica, la medicina, l’architettura, l’antropologia e perfino la filosofia, creando così un forte scossone, un vero scompaginamento della realtà, senza riscontri analoghi nel passato. E’ una rivoluzione nei linguaggi, al punto tale da arrivare a rimettere in discussione l’idea stessa di olio da olive quale ciascuno di noi si è fatta, o immaginata, finora. Tale sincretismo di linguaggi e di stili, sta portando con sé un rinnovamento del settore, spingendolo a una rilettura dell’alimento olio extra vergine di oliva, riattualizzandone di conseguenza anche la sua stessa immagine e natura. Andando oltre la pura condizione di merce, nel tentativo di superare dignitosamente la perversa e poco nobile logica di prodotto commodity, l’olio da olive diventa un indicatore culturale, come lo era secoli fa, dal quale non si può in alcun modo prescindere”.

#olioalimentaeros

Condimenti per lo spirito

Cartolina OOFF 2014A Olio Officina Food Festival 2014 una tre giorni di “Condimenti per il palato & per la mente”, a Milano, dal 23 al 25 gennaio, presso il Palazzo delle Stelline, con la regia di Luigi Caricato.

Il saluto introduttivo. Alla inaugurazione di Olio Officina Food Festival, giovedi 23 gennaio, ci sarà padre Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose e scrittore. Figura di grande carisma e spiritualità, entrerà nel vivo dell’alta valenza simbolica degli oli da olive, aiutandoci a trovare il senso profondo del valore della vita a partire dai piccoli segni che ci offre la natura.

Inaugurazione del 23 gennaio – Se gli chef entrano nei musei gli artisti assurgono in cucina Performance a cura di Micaela Tornaghi e degli artisti di Arte da Mangiare Mangiare Arte Un’operazione abbastanza divertente che mette un po’ a nudo il mondo legato all’immagine televisiva degli chef. E, a cura di Stefany Savino, la performance P.O.L.P.A., grazie alla quale il pubblico avrà la suggestione di “vivere” in un dipinto. Con una sezione dedicata alla videoarte con l’artista Shpati Hodoj e il gruppo Accademia Nomade guidato dal prof. Geremia Renzi dell’Accademia di Belle Arti di Brera.

Arte da Mangiare – Mangiare Arte – Gli artisti etici dell’associazione si esprimoni sul tema dell’Olio e dell’Ulivo attraverso la propria poetica e sensibilità, in linea con la sperimentazione artistica che l’associazione porta avanti da ben 19 anni: indagare il mondo dell’alimentazione attraverso il linguaggio dell’arte, utilizzando il “cibo come materia d’arte”. Ciò che il pubblico di Olio Officina Food Festival avrà la possibilità di rac-cogliere è una mostra che indaga i vari aspetti dell’Olio e dell’Ulivo nelle più diverse sfaccettature: sacralità, tradizione, forma, materia, spiritualità, nobiltà e magia. La giornata si concluderà in Sala Leonardo alle ore 20.00 con il concerto dell’Esemble Vocale Milanese diretto da Carlo Pozzoli.

Valerio Marini, “Celluloil Heroes” – I grandi divi del cinema nelle loro interpretazioni più celebri. Un lungo viaggio nel mondo della celluloide in cui l’attore principale in realtà è l’olio extra vergine di oliva.

Per xilo e per segno. Incisioni su legno di grande formato – La mostra, a cura di Nicola Dal Falco, ha per cornice uno dei lati del chiostro del Palazzo delle Stelline. L’impatto visivo delle xilografie tra i cui soggetti troviamo L’albero dell’Eden, Il Coccodrillo, La Cazza Selvadega, Lilith, Quadriga, SGN… è amplificato dalla collocazione stessa delle opere, appese alle volte come in una quinta aerea.

OLIVE app – Noto per la sua celebre terapia della risata, oltre che per le performance da giullare zen, Gianni Ferrario sarà presente il 25 gennaio alla terza edizione di Olio Officina Food Festival, con una performance sorprendente sin dal titolo: OLIVE App Overflow of Lightness Integrity Vitality Energy.

IL SALUTO DEL FESTIVAL – Sabato 25 gennaio, ore 19.00 – La chiusura della terza edizione del festival è affidata ad Aldo Grasso, critico televisivo ed editorialista per il Corriere della Sera; Piero Dorfles, giornalista e critico letterario; e Daniela Marcheschi, scrittrice e antropologa; i quali dialogheranno con il direttore di Olio Officina Food Festival, Luigi Caricato, sul tema “Letteratura, cibo e televisione. Per ricordare gli ottant’anni dello scrittore e saggista Giuseppe Pontiggia”. Il grande scrittore, autore di “Nati due volte” e “Vite di uomini non ilustri”, scomparso nel 2003, avrebbe compiuto proprio nel 2014 ottant’anni. E’ proprio grazie alle sollecitazioni di Pontiggia, e ai suoi continui stimoli, che Luigi Caricato ha intrapreso l’impegno che lo vede oggi protagonista nel comunicare la cultura dell’olio.