In autunno

Foto di Luigi Caricato

[di Alberto Guareschi]

 

Nuova lettera per Ariele

 

Molti interrogativi,

caro Ariele: l’estate evaporata,

giorni sempre più brevi

e cieli nuvolosi,

con le cronache ancora

non completate,

umori dal sapore autunnale

fanno filtro agli intrecci,

dispensano polveri officinali

su ferite e germogli,

mentre passano alterne

le fasi della luna,

le settimane (tutto

per effetto del tempo:

dall’ultima radice che si spegne

al respiro del figlio del figlio) –

Agosto troppo rapido,

volato su sentieri fra betulle

e radure di muschio,

Delia al mio fianco, Nàyda

insofferente d’ogni guinzaglio,

e non un solo rigo

scritto in quei giorni,

unicamente mosso

timidissimi passi nel buio,

in territori meno familiari

di Polesije e dintorni,

regioni della mente che diresti

sigillate da nebbie

non valicabili –

Un settembre piovoso

come non mai,

fatto apposta per stare a lambiccarsi

sopra il sesso degli angeli,

ansiosi di un riparo

nelle nostre dimore,

offrendo agli idoletti in terracotta

bastoncini d’incenso

per un raggio di sole

o il favore del canto (tutto muto,

scandito in un altrove

che pareva possibile toccare

allungando le dita;

domandando che cosa fosse meglio 

preservare, se i vecchi 

microsolco graffiati,

le edizioni francesi di Li Po

o certe cartoline

dal mondo) –

Trascorso alcuni giorni,

in ottobre, dove il mare lamenta

Didone abbandonata,

e di notte, nel vento dal Grand Erg,

ancora tutte le domande aperte,

i dubbi non risolti,

se gettare alle ortiche

il progetto iniziale

o tenersi aggrappati

a qualche tronco in cerca di un approdo,

affidando messaggi

al rotolo cinese, alle correnti

               (lo stesso smarrimento

               altre volte provato: 

               come stare sull’orlo

               del precipizio, a picco sopra terre

               lussureggianti)

      

 

      

Alberto Guareschi (Parma, 1940) vive da quasi quarant’anni a Lucca. Come funzionario e poi dirigente di alcuni gruppi industriali pubblici e privati ha viaggiato a lungo, non soltanto per motivi professionali, in vari paesi e continenti, avendo la possibilità di approfondire nel contempo esperienze e interessi culturali. Nel 1976 è stato fra i fondatori della Pratiche Editrice, collaborandovi per alcuni anni come amministratore e membro del comitato editoriale. Come autore, ha pubblicato tre raccolte poetiche: Verso Cipro (Guanda, 1963), Teatrini del signor Egli (prefazione di Roberto Carifi, Diabasis, 2004) e Stella polare (Passigli, 2016), dalla quale sono tratti i testi qui presentati. Rilevante anche la sua attività di traduttore, in particolare per Guanda, con la curatela della prima edizione italiana del classico tedesco Tesoretto dell’Amico di casa renano di J. P. Hebel (1989). Presso lo stesso editore ha pubblicato una scelta di liriche di F. Hoelderlin, L’Arcipelago e altre poesie (1965), i Ditirambi di Dioniso di Nietzsche (1967), Nel chiosco di Pressel di H. Hesse (prefazione di Giorgio Zampa, 1987) e, dello stesso autore, Giorni di luglio (1990). Di Tony Duvert ha tradotto dal francese i romanzi Recidiva (prefazione di G. Davico Bonino, Pratiche Editrice, 1978) e Quando morì Jonathan (Savelli, 1981). Altre sue traduzioni poetiche da Georges Bataille, Sarah Kirsch e H. M. Enzensberger sono apparse negli anni Ottanta su “Il Raccoglitore, Quindicinale di Cultura” della Gazzetta di Parma, e su “Rassegna Lucchese”. Del 2008 è l’uscita in Italia presso Diabasis, su suo progetto editoriale, del volume Balcone e altre poesie (prefazione di Iosip Brodskij), a cura di A. Niero, dell’amico poeta russo Evgenij Rejn.

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