Due saggi su Giacomo Leopardi

LeopardiDa Leggere. Consigliati da Daniela Marcheschi

Paul Hazard, Giacomo Leopardi, traduzione dal francese a cura di Alessandro Carandente, Napoli, Marcus Edizioni, 2016
   
     Hazard (1878-1944) è stato il comparatista e storico francese delle idee, che ha dato un impulso fondamentale alla rilettura e alla valorizzazione moderna di alcuni grandi autori italiani dell’Ottocento: basti pensare a questo Giacomo Leopardi (Paris, Bloud & C. éditeurs, 1913), riproposto ora da Marcus Edizioni, o a Carlo Collodi (in Les livres, les enfants et les hommes, Paris, Bonvin 1914). Hazard ebbe allora il merito di tracciare non solo una storia della vicenda biografica ed intellettuale del poeta recanatese, ma anche di constatare quanta ne fosse stata l’originalità e  l’influenza sulla cultura francese ed europea dopo Saint-Beuve.
     Notevoli sono altri suoi rilievi: ad esempio, l’attenzione diretta a quella che Hazard chiama la filosofia pratica di Leopardi, definito da lui “il poeta del dolore”.

 

Pantaleo Palmieri & Angelo Fregnani, Leopardi a Bologna,  Faenza, Fratelli Lega editori, 2016
   
   In questo elegante volume, stampato a tiratura limitata su carta Fedrigoni, Pantaleo Palmieri, che è uno dei nostri più accreditati studiosi di Leopardi, informa, illustra e ne spiega al dettaglio l’esperienza bolognese (settembre 1825-agosto 1826; aprile-giugno 1827). Attraverso l’epistolario, ne nota come la permanenza a Bologna sia stata  particolarmente rilevante per gli incontri, l’attività di pubblicazione delle opere e per i modi in cui il recanatese visse, appunto, “alla conquista di una pienezza di vita”. Amicizie, amori, relazioni professionali o sociali varie di Leopardi a Bologna sono ripercorsi puntualmente da Palmieri a disegnarne il commiato dalla giovinezza e il raggiungimento di una  piena maturità. Importante anche la puntualizzazione di Palmieri sulla datazione del Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco.
   Di Fregnani è invece il capitolo finale del volume, che reca il titolo Giordani, Leopardi e l’Affare d’Israello, che riporta di nuovo a Bologna e alle reazioni suscitate dalla pubblicazione, nel 1825, di un pamphlet antigiudaico per opera del Jabalot, al quale Giordani e Leopardi avrebbero dovuto/voluto rispondere.
(La foto di apertura è di Luigi Caricato)