Malizia delle donne

La prefazione di Daniela Marcheschi contenuta nel libro As malícias das Mulheres. Discursos sobre poderes e artes das mulheres na cultura portuguesa e europeia (Esfera do Caos), di Luisa Marinho Antunes.

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MALIZIA DELLE DONNE

di Daniela Marcheschi

Uno studio europeo di lingua portoghese: una tale espressione sintetica ci sembra la più consona per definire e premettere – lasciandone subito intendere la sostanza – questo ricco saggio di Luisa Marinho Antunes Paolinelli, studiosa e critico di letteratura fra le più brillanti e solide in campo internazionale.

Con una ampiezza di visione storica insolita, ricorrendo ad accostamenti pertinenti e alla testimonianza di testi e documenti non sempre noti e, soprattutto, facendo tesoro dell’insegnamento di Ernst Curtius, la Marinho Antunes individua le tematiche e l’incrocio formale di tradizioni e generi che, a partire dall’antichità greco-romana, hanno concorso a generare la moderna tradizione delle “malizie”/virtù femminili. Tradizione-tradizioni nella pienezza e nel dinamismo delle reciproche acquisizioni: la tradizione in lingua portoghese dei Baltasar Dias, dei José de Almeida Cardoso ad esempio, come declinazione particolare di una più vasta tradizione europea, e la tradizione europea nelle lingue maggiori del nostro continente come declinazione, a sua volta, della tradizione di lingua portoghese Continua a leggere

Luísa Marinho Antunes: Creare la parola, creare il mondo

creareUn libro sui poeti lusofoni contemporanei, Creare la parola, creare il mondo, edito da Libreria Ticinum, con all’interno un saggio su “Multiculturalità e Lusofonia: la lingua in libertà”. Vi proponiamo il risvolto di copertina firmato dalla stessa autrice del volume.

 

Quando, nel 2002, «Kamen’. Rivista di Poesia e Filosofia», mi ha invitato a tradurre e scrivere dei poeti del Portogallo, mi sono trovata a riflettere sulla responsabilità della scelta degli autori, che reputavo più rappresentativi della poesia portoghese contemporanea.
Herberto Hélder e António Ramos Rosa, a quel tempo con rare edizioni in italiano, ma con ampie pubblicazioni sul piano internazionale, mi sono parse subito due figure imprescindibili nella poesia moderna
dopo Fernando Pessoa.

La redazione di «Kamen’» ha deciso di far conoscere altri autori del mondo lusofono, pure loro artefici della lingua portoghese, e che, in una vera fruizione della lingua, cercano nelle parole le voci di nuove sensazioni e percezioni, offerte dal loro mondo. Lingua trapiantata, il portoghese diventa con i poeti lusofoni una geografia del corpo, rappresentante dell’anima, dell’essere mozambicano, angolano, capoverdiano, sud-americano… Continua a leggere