Daniela Marcheschi: Su anima e poesia

             daniela_marchesch    «Sono fiero di dire che non ho mai  guardato a un quadro come a un oggetto semplicemente destinato al piacere e al divertimento”.

“No, la pittura non esiste soltanto per decorare le pareti di un   appartamento. È un mezzo per scatenare una guerra                                    di offesa e di difesa contro il nemico»

Pablo Picasso

 

Niente è più decorativo ed equivoco del termine anima accostato a quello di poesia: genericità e luoghi comuni stanno in agguato, belle parole rischiano di ammiccare a mondi luccicanti, ma vaghi, e di ricondurci alle peggiori fibrillazioni di stampo romantico e decadente. È invece importante, oggi, ridiscutere la cultura della modernità in tutti i suoi aspetti, distinguendo quanto può essere utilmente ripreso e arricchito da ciò che ha mostrato i propri limiti.

L’etimologia è una forma di storia; tornarvi significa fare i conti con i valori originari delle parole che hanno formato e alimentato la nostra cultura, e assumersene la responsabilità. Atto di storia e di etica insieme: cioè di due elementi della cultura che non possono essere ignorati, pena una visione estremamente parziale ed un impoverimento del nostro pensiero.

La voce latina “anima” significa aria, spirito, soffio, principio vitale, vita; in breve il suo valore fondamentale corrisponde a quello del greco “psychè”. “Animus” è, ancora, spirito, principio pensante. In origine, questo termine indicava una favorevole disposizione di spirito, come chiarisce l’accadico animû, appunto “inclinazione, disposizione d’animo in favore di qualcuno o di qualcosa” Continua a leggere

Paolo Febbraro: Poesie tradotte

PAOLO FEBBRAROAlcune poesie di Paolo Febbraro – tratta da Il bene materiale (2008), Il secondo fine  (1999) – nelle traduzioni in inglese, francese e spagnolo a opera di Geoffrey Brock, Marco Sonzogni, Theodore Ell, Martin Rueff ed Emilio Coco.

Fiaba e morale

È caduto lo sciatore

morto in alto nella neve.

A valle, in primavera

dalla casa più nera

getta nel fiume greve

la sua lenza il genitore. Continua a leggere

Amedeo Anelli: Contrapunctus

OLYMPUS DIGITAL CAMERADue  poesie tratta da Contrapunctus, con la corrispondente traduzione in francese a cura del Gruppo CIRCE Université Sorbonne Nouvelle, Paris 3, coordinato dal professor Jean-Charles Vegliante.

 

Contrapunctus II
Qualcosa si è capito
qualcosa si è perso
“perdere è più necessario
che trovare”.

Una casa di compensato
attorno ad un pesco
fra i tralci di vite
le radici e la terra
e il silenzio dell’erba.

Cresci fanciullo cresci
cresci alla vita.

Ma il poeta è al di là
della scrittura
nella scrittura
verso l’uomo
verso la cosa
nell’incompiutezza
della piena umanità
delle molte vie
della cosa stessa.

Il narratore è più
della pura forza narrante
della forza primigenia del narrare
verso l’uomo.

Un rotolo di cartone
e il fanciullo dentro
fra il silenzio dell’erba
in movimento
ascoltando il peso
il cuore della terra Continua a leggere

Daniela Matronola: Work & liberty

Matronola 1Daniela Matrònola ( A U T H O R ) lives and works in Rome (Italy). Work is liberty is a chip from the novel OverTime (TerzoTempo) – my own translation.

I chose to render ‘Arbeit Macht Frei’ by the phrase ‘Work is liberty’, which I also took on as the final title of this short story, because this is one of the possible translations of the teasing formula, also to be found in Elie Wiesel’s NIGHT, and because the Orwellian ‘newspeak’ you can feel and taste in that rendering, in my intentions, could offer me a twofold opportunity: to suggest the feel of how crucial the idea of social freedom in relation to having a job nowadays can be, and, more specifically, to straightforwardly refer to the well known notice at the entrances of the most terrible concentration camps, of which I meant to suggest some crueller meaning, or keenly meaningful echoes. The story of this short story is long… but to cut it short: a first, less structured, version of it, not much different, was read publicly on Jan28/2005, Memorial Day – the day after. The current version was also read publicly: on Jan27/2011 after the whole was published in a booklet. The last three paragraphs in Chapter 12 were added on Oct6/2012. The invitation to give a short story of mine for the opening magazine, and to supply its translation, was particularly pleasant to me: by the work of trying to render my text into English, I also revised the Italian original – such a precious work I had one more occasion to do on writing and language brought me to change the time (from past tense to present tense), the narrative (now the story has a prevailing dialog form) and many ghosts left behind in advance came up onto the stage: I hope they can rest in peace by now Continua a leggere

Daniela Matronola: Lavoro e libertà

MatronolaDaniela Matronola (A U T O R – A) vive e lavora a Roma. Il Lavoro Rende Liberi è una scheggia del romanzo TerzoTempo.

È lunga la storia di questo racconto. Una sua versione meno strutturata e anche più breve, ma non dissimile nella sostanza, è stata letta il 28 gennaio 2005 – Giorno Della Memoria Il Giorno Dopo (ideazione: Sara Ventroni, lettori Marco Giovenale e io), presso La Camera Verde (sala d’essai e galleria romana, Quartiere Miani/Piramide). In seguito ho strutturato il formato attuale (di racconto in 12 stazioni), e ne abbiamo fatto un libro, con Gian Andrea Semerano, uscito appunto per La Camera Verde: ne ho tenuto lettura integrale per Il Giorno della Memoria: 27 gennaio 2011. Gli ultimi tre paragrafi sono stati aggiunti solo il 6 ottobre 2012. Ma solo ora l’ho attualizzato, l’ho strutturato prevalentemente nella forma dialogo, e ho dato spazio Cesare, che nelle versioni precedenti era anche meno di una comparsa – solo ora, forse, questo racconto ha tirato fuori i propri veri fantasmi: può darsi che stavolta trovino pace Continua a leggere